Rifiuti nel Sarno, gestione della griglia di filtrazione, smaltimento della plastica recuperata. Tutti argomenti su cui la Procura della Repubblica di Torre Annunziata vuole vederci chiaro anche alla luce dei recenti fatti che hanno riacceso i riflettori sul fiume più inquinato d’Europa, colpevolmente lasciati spenti da tutte le istituzioni coinvolte, Regione e comuni in primis. Il tutto senza dimenticare i milioni di euro spesi negli ultimi decenni in processi di bonifica e messa in sicurezza degli argini che, a conti fatti, non hanno portato a nessun risultato evidente.
Tutti gli incartamenti, compresa la denuncia presentata nelle ultime ore dal sindaco di Castellammare di Stabia, sono finiti sulla scrivania del procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli che avrà ora il difficilissimo compito di individuare i responsabili di uno scempio che sta nuocendo gravemente alla salute dei cittadini del comprensorio stabiese-torrese.
Ma su questa vicenda andrebbe fatta anche e soprattutto una ricostruzione storica dei fatti. Era il lontano 2007 quando la griglia fu installata proprio per evitare che i rifiuti finissero in mare. All’epoca fu il generale Roberto Jucci, commissario straordinario per il risanamento del Sarno, a farla installare, affidando alla Provincia, oggi Città Meropolitana, il compito di «gestire al meglio questo importante strumento per l’ambiente». Un palliativo in attesa che tutti i comuni toccati dal Sarno avviassero i controlli sugli scarichi abusivi nel Sarno, fogne comprese. Ma evidentemente, dopo i primi milioni di euro spesi, il tutto è finito ben presto nel dimenticatoio. Tanto che, ad appena due anni dal posizionamento della griglia, la stessa già smise di funzionare. Nell’agosto del 2009, infatti, i residenti di via Ripuaria sollevarono la questione, raccolta dall’allora vicepresidente dei Circoli della Libertà della Campania, Antonio Sicignano, oggi commissario cittadino di Forza Italia a Castellammare di Stabia. Tutti i rifiuti che continuavano a sversarsi nel fiume finivano dritti in mare: la griglia già non stava più funzionando come dovuto. Era l’epoca in cui a Castellammare l’amministrazione comunale era guidata dal sindaco Salvatore Vozza. Già in quella occasione, l’assessore all’ambiente Giovanni Spagnuolo avvertì tutti dicendo che «come Comune noi stiamo facendo la nostra parte, ma bisognerebbe che qualcuno ammonisse chi sta a monte e permette questi scempi di cui noi paghiamo il prezzo più alto». Si arriva quindi al 2017 qua
ndo Mare Vivo avvia un progetto volto a far funzionale la griglia, coinvolgendo i comuni di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, oltre che la Regione Campania. I due comuni si dissero disponibili a farsi carico dei costi di smaltimento dei rifiuti nei primi mesi, costi poi da suddividerecon tutti gli altri comuni attraversati dal Sarno. L'allora capo della Protezione Civile, Nello Di Nardo, si fa carico di sbrogliare la matassa ma tutto poi finisce nel dimenticatoio. In tutto ciò, nel corso dei decenni nulla è cambiato tranne il fatto che si sono spesi e si continuano a spendere fiumi di denaro pubblico che vanno letteralmente a finire in mare. A questo punto è facile anche individuare le responsabilità in merito alla gestione della griglia che, come detto, doveva essere gestita dalla Provincia di Napoli e, successivamente, dalla Città Metropolitana. Ma anche e soprattutto la Regione avrebbe dovuto fare la sua parte in qualità di responabilie dei corsi d'acqua in Campania.
Da alcuni giorni, dopo le pressioni proprio del comune di Castellammare di Stabia, la griglia è stata rimessa in funzione. In poche ore già diversi i chili di rifiuti, soprattutto plastica, che sono stati bloccati. Un escavatore provvede a tirarli fuori dal fiume adagiandoli sulle sponde. E ora? La gestione, come detto, è in capo alla Città Metropolitana e Genio Civile di Salerno che dovrebbero procedere allo smaltimento. Ma per ora sono ancora lì, con al Regione spettatrice inerme. Attività che, evidentemente, in questi ultimi 10 anni non è stata fatta e, soprattutto, nessuno si è fatto carico di denunciarne la mancanza.
Ora però c’è un problema, grave, da risolvere. Senza guardare al colore politico delle istituzioni coinvolte. In gioco c’è la salute di centinaia di migliaia di cittadini oltre che del nostro mare, del mare stabiese e della costa torrese. Una proposta condivisa anche dall’arch. Rosario Savarese, presidente dell’associazione Piazza Attiva. «Non abbiamo altra strada se non quella di riunire in emergenza un tavolo tecnico con i sindaci delle aree interessate e la Regione – ci racconta - per trovare delle soluzioni definitive sia per gli scarichi abusivi che per le esondazioni. Sono anni che si continua a discutere senza arrivare alla risoluzione del problema. La griglia alla foce non resterà chiusa per molto tempo poiché troppo costoso è lo smaltimento dei rifiuti speciali e l’impegno della pala meccanica per rimuovere il tutto dal fiume». Quindi avanza una proposta “provocatoria”, quella di «installare una nuova griglia nel fiume al confine con Pompei auspicando che il sindaco di Pompei ne installi un’altra al confine con Scafati e così via anche negli altri comuni».