Sanatorie e permessi a costruire, nei giorni scorsi la 'scure' del Pd stabiese si era abbattuta contro gli uffici di palazzo Farnese, i cui impiegati sono stati accusati dai Dem di aver assunto un atteggiamento lassista in merito alle certificazioni rilasciate. Insinuazioni respinte al mittente dal firmatario delle richieste inviate a Napoli, nonché dipendente dell'ufficio condoni, Beniamino Graziuso. «Il tono sarcastico assunto dal Pd mi meraviglia - afferma il responsabile dei procedimenti a Stabia Channel -. I documenti inviati alla Soprintendenza non sono condoni, bensì autorizzazioni paesaggistiche propedeutiche che devono superare anche altri pareri».
Anche l'invio 'di massa' di oltre 20 pratiche avvenuto a fine luglio, comunque, sarebbe da attribuire al senso del dovere del responsabile dell'ufficio tecnico, che sarebbe andato in ferie di lì a pochi giorni: «L'intenzione era quella di non lasciare al nuovo impiegato pratiche in sospeso. Tra dipendenti c'è uno spiccato senso di solidarietà, alcune de
lle documentazioni in questione risalgono al 1995, altre addirittura all'86. Il senso era quello di far trovare tabula rasa a chi sarebbe arrivato dopo. Purtroppo - prosegue - il 23 luglio anche le poste erano chiuse, e dall'ufficio del sindaco ci è arrivata disposizione di rimandare tutto di qualche giorno».
«Nella nota diffusa dal Pd si parla di favori ad amici di amici, ma i primi ad essere amici degli studi che hanno inoltrato le richieste dovrebbero essere proprio loro, se andiamo a vedere i nomi dei professionisti che si sono occupati della compilazione. Trovo strano che abbiano scritto certe cose pur sapendo la verità». Infine il chiarimento più importante, quello sulla natura dei procedimenti inviati a Napoli: «Non è stato ultimato nessun permesso a costruire in sanatoria. E' un iter lungo - conclude l'ingegner Graziuso -. Dopo l'eventuale ok della Soprintendenza, ci sarebbero poi i passaggi degli oneri concessori e dell'impatto ambientale. Potrebbero passare anni prima del nulla osta definitivo».