Prime crepe in maggioranza per l'amministrazione di Gaetano Cimmino a causa degli eventi natalizi curati dall'assessore alla Cultura e vicesindaco Lello Radice. Ieri in consiglio comunale doveva essere votata la variazione di bilancio da oltre 150mila euro che avrebbe dato via libera alla copertura ma alcuni membri della maggioranza hanno preferito disertare. Ed è così che alla seconda convocazione (la prima era alle 15 che è andata deserta), fissata per le 16, erano presenti in aula solo sei consiglieri in compagnia del sindaco Gaetano Cimmino. Di fatto l'assise è stata rimandata al prossimo 28 dicembre, ultima data utile per non trasferire sul bilancio del prossimo anno i debiti accumulati.
Il pomo della discordia riguarda particolarmente il cartellone natalizio. Un costo troppo elevato, secondo alcuni, per gli eventi che si stanno proponendo oltre ad alcuni errori che sarebbero stati commessi (il condizionale è d'obbligo) nell'affidamento alle varie associazioni. Per questo motivo alcuni consiglieri hanno preferito restare a casa ed evitare l'approvazione. Ovviamente il loro comportamento è stato anche avallato dalla minoranza che al momento dell'appello ha preferito abbandonare l'aula, rimandando la discussione di una settimana. Ma a non covincere del tutto è anche la ricostruzione di un palazzo in via Santa Croce, la cui approvazione stenta ad arrivare. Non si tratta solo di sfortuna: alcune forze politiche sarebbero contrarie alla riqualifica
zione a causa di una documentazione non completa. In Commissione Urbanistica il provvedimento è stato approvato solo da 3 consiglieri mentre gli altri hanno preferito l'astensione. Dopo l'assise saltata c'è stata comunque una riunione di maggioranza dove sarebbe rientrato lo strappo.
Il sindaco Gaetano Cimmino, al termine del consiglio comunale andato deserto, ha attaccato l'opposizione per aver lasciato l'aula: «L’atteggiamento della minoranza è una mancanza di rispetto nei confronti della città, ancora una volta mortificata da chi in passato non ha avuto la capacità di governarla sotto tutti i profili, portandola allo sfascio. Il consiglio comunale, tra l’altro, prevedeva tra i punti all’ordine del giorno anche la discussione sulla mozione presentata dall’opposizione sul futuro del patrimonio termale, l’unico atto politico a fronte di una serie di provvedimenti di natura tecnica previsti dall’amministrazione comunale. L’opposizione, in pratica, ha rinunciato a discutere». D'altro canto, la minoranza ha rispedito al mittente tutte le critiche: «Innanzi ad una discussione di tale portata, la maggioranza non ha retto alle fibrillazioni di questi giorni. In una fase delicata per la città, dopo gli arresti della operazione "Olimpo", ci saremmo aspettati una reazione all'altezza della delicatezza delle questioni all'ordine del giorno. Invece siamo innanzi a superficialità ed approssimazione».