Ennesima rissa nella Villa comunale di Castellammare di Stabia che ha coinvolto due adulti e un minorenne. Secondo le testimonianze dopo un litigio tra ragazzi i due adulti, un uomo e una donna presumibilmente genitori di uno dei contendenti, hanno aggredito l’altro giovane colpendolo con schiaffi e calci. Quando la vittima è riuscita a sottrarsi i due aggressori lo hanno lasciato andare gridando che tanto sapevano dove abitava e lo avrebbero raggiunto lì. Dopo l’incontro svoltosi ieri sera al Circolo Internazionale, a pochissimi passi dal luogo dell’accaduto, durante il quale il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, si è confrontato con i cittadini sulle principali problematiche che interessano da vicino la comunità e sulle battaglie portate avanti sul territorio, il parlamentare torna a denunciare la preoccupante escalation di violenza che vede coinvolti anche giovanissimi, talvolta con la partecipazione diretta di adulti.
“Un altro episodio grave che vede adulti e minori venire alle mani a distanza di pochi giorni dall’aggressione subita da un uomo al Vomero picchiato da una gang di dieci ragazzi e travolto da un camion della nettezza urbana e dall’aggres
sione di un anziano a Grumo Nevano ad opera di alcuni ragazzi. Questa volta le parti si sono invertite: gli adulti hanno ritenuto opportuno picchiare a loro volta un ragazzo che aveva litigato con un coetaneo arrivando persino a minacciarlo di raggiungerlo a casa. Siamo di fronte a un clima sempre più allarmante. Vicende diverse, ma accomunate da un dato che non possiamo ignorare: la violenza sta diventando uno strumento ordinario per risolvere conflitti, affermare il proprio dominio o regolare i conti. E quando persino gli adulti si mettono sullo stesso piano dei ragazzi, anziché rappresentare un argine, il quadro diventa ancora più preoccupante. Non possiamo accettare che piazze, ville comunali e strade diventino luoghi in cui si rischia di essere picchiati per una lite o una discussione. Servono maggiori controlli nei luoghi di aggregazione, ma anche un lavoro serio sul piano educativo e sociale. La repressione da sola non basta, così come non bastano gli appelli al buon senso. Le famiglie devono assumersi le proprie responsabilità, le istituzioni devono intervenire e chi commette violenze deve capire che non esistono zone franche né giustificazioni legate all’età”. Queste le parole di Borrelli.