La gestione del servizio di igiene urbana a Castellammare di Stabia torna al centro dell'attenzione. Con una nota datata 7 ottobre 2026, le organizzazioni sindacali Fialdel, Uil Trasporti e Fp Cgil si sono rivolte alla Commissione straordinaria del Comune, chiedendo un incontro urgente sulle principali criticità che interessano il servizio e sulle prospettive legate al modello di gestione unitaria del SAD 2.
Tre, in particolare, i fronti evidenziati dai sindacati: l'abbandono incontrollato dei rifiuti, il progetto di gestione unitaria tra Castellammare e Torre Annunziata e le possibili ricadute dell'organizzazione futura sulle condizioni di lavoro degli operatori.
Secondo le organizzazioni sindacali, la carenza di un efficace sistema di vigilanza del territorio favorirebbe il ripetersi degli abbandoni. Si va dai cosiddetti micro-abbandoni fino a detriti edili, mobili, materassi, elettrodomestici e rifiuti ingombranti.
Tra gli esempi indicati nella lettera c'è anche l'area dell'anfiteatro di panchine dove un tempo sorgeva il pontile di “Zi' Catello”, dove i sindacati invitano i commissari a recarsi nelle prime ore della domenica mattina per verificare direttamente la presenza di rifiuti abbandonati.
“Gli abbandoni aumentano i carichi di lavoro”
Per i sindacati, però, il problema non riguarda soltanto il decoro urbano. Ogni abbandono, viene sottolineato nella nota, comporta un intervento aggiuntivo da parte degli operatori, sottraendo tempo alle attività ordinarie e aumentando i carichi di lavoro.
Particolare attenzione viene posta anche sulla salute e sicurezza dei lavoratori. La rimozione di rifiuti di provenienza e natura sconosciuta, soprattutto quando si tratta di materiali pesanti, voluminosi o potenzialmente pericolosi, può richiedere attrezzature, mezzi e procedure differenti rispetto alla normale raccolta.
I sindacati chiedono quindi di intervenire sulle cause del fenomeno, attraverso un rafforzamento della vigilanza, il monitoraggio delle aree maggiormente interessate e una collaborazione più efficace tra amministrazione, organi di controllo e gestore del servizio.
Il nodo del SAD 2 tra Castellammare e Torre Annunziata
La seconda questione riguarda il Piano Industriale per il Servizio Integrato di Gestione dei Rifiuti Urbani del Sotto-Ambito Distrettuale 2, approvato dall'Ente d'Ambito Napoli 3.
Il progetto prevede una gestione unitaria dei servizi di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. I sindacati precisano di non essere pregiudizialmente contrari a una gestione sovracomunale, riconoscendo che, se correttamente progettata, potrebbe consentire economie di scala, una migliore utilizzazione delle risorse e una maggiore flessibilità organizzativa.
La richiesta, però, è che tali vantaggi siano dimostrati attraverso dati concreti, trasparenti e verificabili.
I dubbi sui 623mila euro di risparmi
Nella lettera viene richiamata una precedente nota del 10 settembre inviata al direttore generale dell'E.D.A. ATO Napoli 3. Secondo le organizzazioni sindacali, né il Piano Industriale né la relativa relazione istruttoria consentirebbero di ricostruire in maniera analitica la formazione delle economie previste dalla gestione unitaria.
In particolare, vengono chiesti chiarimenti sui criteri utilizzati per il dimensionamento del personale e degli automezzi, sui parametri utilizzati per determinare il fabbisogno dei singoli Comuni e sulle modalità attraverso le quali le risorse condivise produrrebbero effettive economie.
Al centro della contestazione c'è anche la cifra di 623.896,29 euro annui indicata come economia di scala. I sindacati chiedono di conoscere nel dettaglio com
e sia stata calcolata, mettendo a confronto i costi delle gestioni separate con quelli previsti dal modello denominato “Cantiere Unico SAD 2”.
La riserva condivisa di 25 unità
Un altro punto evidenziato nella nota riguarda la previsione di una “riserva strutturale condivisa” di circa 25 unità, indicata come elemento di efficientamento rispetto alla presenza di due riserve separate.
Anche su questo aspetto le organizzazioni sindacali chiedono però di conoscere i criteri attraverso i quali è stato determinato il fabbisogno di 25 lavoratori e quale sarebbe stato quello necessario nei due Comuni in caso di gestione separata.
I sindacati sollevano inoltre dubbi sull'utilizzo della riserva nei periodi di maggiore necessità, come festività ed eventi. Natale, Pasqua, 25 aprile, 1° maggio e le altre festività nazionali, osservano, ricorrono contemporaneamente nei due territori. Di conseguenza, secondo la posizione espressa nella lettera, una riserva unica non determinerebbe automaticamente un risparmio, rendendo necessario stabilire criteri trasparenti per l'utilizzo delle risorse e le eventuali priorità.
“Il confronto con i sindacati deve avvenire prima della gara”
C'è poi il tema del confronto sindacale. Nella risposta dell'E.D.A. richiamata nella lettera, le modalità di impiego del personale, le turnazioni e la mobilità tra i diversi siti sarebbero oggetto di confronto successivamente all'aggiudicazione, quando l'impresa incaricata definirà concretamente l'organizzazione del “Cantiere Unico”.
Una posizione che Fialdel, Uil Trasporti e Fp Cgil contestano.
Secondo i sindacati, il confronto dovrebbe avvenire prima della pubblicazione della gara, quando sarebbe ancora possibile intervenire sulle scelte organizzative. Il rischio, altrimenti, sarebbe quello di discutere soltanto a posteriori decisioni già definite attraverso gli atti di gara e l'offerta dell'impresa aggiudicataria.
204 operatori e 96 automezzi
La preoccupazione, si legge nella nota, riguarda complessivamente un modello destinato a coinvolgere 204 unità operative e 96 automezzi.
Per le organizzazioni sindacali, la flessibilità organizzativa non deve trasformarsi in una disponibilità indiscriminata del personale, in un aumento dei carichi di lavoro o in una mobilità non adeguatamente regolamentata.
L'efficienza, sostengono, dovrebbe derivare dalla corretta progettazione e dal dimensionamento del servizio, e non da una maggiore disponibilità richiesta ai lavoratori.
La richiesta ai commissari
Da qui la richiesta alla Commissione straordinaria di convocare con la massima urgenza un incontro, coinvolgendo i competenti uffici comunali e, per quanto di competenza, i rappresentanti dell'E.D.A. ATO Napoli 3.
Sul tavolo, secondo i sindacati, dovranno finire il controllo del territorio e il fenomeno degli abbandoni, le ricadute sull'organizzazione del lavoro e sulla sicurezza, il dimensionamento del Piano Industriale SAD 2, la formazione delle economie dichiarate, l'organizzazione del “Cantiere Unico”, l'utilizzo della riserva di 25 unità e le possibili conseguenze su turnazioni, mobilità inter-sito e condizioni di lavoro.
La richiesta è che il confronto si tenga prima di ulteriori determinazioni e, soprattutto, prima della pubblicazione degli atti di gara, così da consentire, secondo quanto sostenuto dalle organizzazioni sindacali, di intervenire sulle scelte organizzative quando queste sono ancora modificabili. La nota è stata trasmessa alla Commissione straordinaria tramite Pec il 7 ottobre.