Serve chiarezza sul Piano urbanistico comunale e non sono più tollerabili ulteriori rinvii. È la posizione espressa da Base Popolare Democratici e Progressisti, che con una nuova nota torna ad accendere il dibattito politico sul futuro assetto urbanistico della città.
PUC “ancora appeso”: le critiche
Nel documento diffuso il 18 febbraio, il gruppo sottolinea di aver chiesto spiegazioni formali sulle ragioni che hanno rallentato l’approvazione del PUC, definito uno strumento «di straordinaria importanza» per lo sviluppo di Castellammare.
Secondo Base Popolare, dal confronto in Commissione urbanistica sarebbe emerso che il piano è rimasto sostanzialmente quello del 2022, salvo correzioni formali. Da qui la domanda politica: era davvero necessario attendere circa venti mesi per arrivare al punto attuale?
Il gruppo ricorda inoltre che la Commissione straordinaria, nel 2022, introdusse modifiche ritenute “sostanziali” alle previsioni originarie, tra cui:
il blocco della costruzione di case lungo Corso De Gasperi;
la sostituzione dell’housing sociale con edilizia residenziale pubblica, con possibili effetti sul regime dei suoli e sugli espropri.
Proprio per la portata di questi cambiamenti, Base Popolare sostiene che sarebbe stata necessaria la ripubblicazione del piano per consentire nuove osservazioni.
Timori su ricorsi e contenziosi
Il nodo principale sollevato riguarda la legittimità dell’iter. Il movimento chiede che chi ha competenza «attesti che il problema sollevato non ha nessun fondamento» e che l’ente non rischi ricorsi.
L’accusa politica è netta: l’iter del PUC sarebbe rimasto «appeso» per oltre du
e anni, mentre nel frattempo la città avrebbe accumulato ritardi anche su progetti finanziati e su bandi potenzialmente utili.
No all’approvazione “con correzioni dopo”
Base Popolare respinge l’ipotesi di approvare subito il piano per poi modificarlo successivamente. Una scelta definita «assurda» perché, a loro giudizio, la pianificazione urbanistica deve offrire certezze a cittadini e investitori.
Nel mirino anche il Documento di orientamento strategico (DOS), che secondo il gruppo sarebbe ancora quello del 2020: per l’opposizione, prima di intervenire sul PUC sarebbe stato opportuno aggiornare la visione complessiva di città.
Il caso Solaro e il dissesto
La nota si collega anche all’attualità amministrativa. Base Popolare evidenzia il nuovo rinvio della Conferenza dei servizi sull’ascensore inclinato del Solaro, interpretato come segnale di criticità procedurali.
Parallelamente viene lanciato l’allarme sul dissesto idrogeologico e sulla difesa della costa, temi ritenuti non più rinviabili soprattutto per la zona alta e per Corso De Gasperi, dove cittadini e imprese sarebbero esposti a rischi e disagi.
La richiesta finale
Il messaggio politico è chiaro: maggiore trasparenza, coinvolgimento del Consiglio comunale e chiusura rapida ma corretta della procedura.
Per Base Popolare, se negli ultimi due anni ci fosse stato maggiore ascolto, «si sarebbe potuto ripubblicare il Piano, ascoltare la città… e chiudere la procedura molti mesi prima».
Il confronto sul PUC, dunque, resta uno dei terreni più caldi del dibattito stabiese, con ricadute dirette sul futuro urbanistico ed economico della città.