La crisi politica di Castellammare di Stabia entra nella sua fase più delicata e si gioca lontano dal Comune. Le prossime ore potrebbero essere decisive per il futuro dell’amministrazione guidata da Gigi Vicinanza, che per ora tiene il punto, provando anche a tenere insieme i pezzi della maggioranza e ricomporre il quadro politico.
Nel frattempo, mentre su Palazzo Farnese restano accesi i riflettori della commissione d’accesso, il Partito Democratico prova a fare chiarezza al proprio interno. Nella giornata di ieri, si è svolto un vertice tra il gruppo consiliare stabiese e i livelli regionali e provinciali del partito. Al tavolo si sono seduti Roberto Elefante, Giusy Amato, Valeria Longobardi e Giovanni Tuberosa, che hanno incontrato Piero De Luca e Francesco Dinacci.
L’esito del confronto è stato interlocutorio: nessuna decisione definitiva, mentre non si escluderebbe l’ipotesi di un appoggio esterno all’am
ministrazione. Una soluzione sostenuta con maggiore convinzione da Giovanni Tuberosa rispetto agli altri tre consiglieri, che restano più cauti.
Subito dopo l’incontro napoletano, il confronto politico si è spostato a Boscoreale, nel territorio del vicepresidente regionale Mario Casillo, per una riunione che conferma quanto il dossier Castellammare sia ormai gestito su un piano sovracomunale.
Se dovesse prevalere la linea dell’appoggio esterno, lo scenario vedrebbe PD e Movimento 5 Stelle sulla stessa linea, che prevede una presa di distanze da un’amministrazione sotto osservazione della commissione d’accesso, senza tuttavia escludere che l'appoggio esterno possa materializzarsi nel voto di alcuni provvedimenti.
Da questa scelta passa tutto: la tenuta dell’amministrazione, il posizionamento dei partiti e la credibilità politica in una fase in cui Castellammare resta sotto la lente degli ispettori.