E' il day after a Castellammare dopo l'ultima notte di fuoco appena trascorsa. La città si risveglia senza sindaco per la terza volta negli ultimi sei anni. Dopo le fallimentari esperienze amministrative di Bobbio e Cuomo, si aggiunge anche quella di Antonio Pannullo, restato in carica solamente un anno e mezzo. In attesa di conoscere le motivazioni politiche che hanno portato 14 consiglieri a firmare le dimissioni, arrivano le prime reazioni dai membri dell'ormai ex maggioranza. Particolarmente critico Eduardo Melisse, Presidente del consiglio comunale fino a novembre scorso, che ha attaccato duramente l'operato del sindaco: «Da ieri sera Toni Pannullo non è più il sindaco della città di Castellammare. Per me l'esperienza dell'amministrazione era terminata già il giorno 24 novemb
re 2017, quando mi sono dimesso da Presidente dell'Assise, dimostrando che la dignità non ha poltrone che la possano eguagliare. Non volli che il rispetto delle regole, sancite dal regolamento degli organi comunali, fosse calpestato. Il mio mettermi da parte faceva piacere: nessuna telefonata ho ricevuto da qualcuno dell'amministrazione, nonostante il Segretario Generale, in modo chiaro e preciso, sostenne la mia tesi alla presenza di due consiglieri di maggioranza e del vice sindaco. Nessuno prese posizione, non nel mio interesse, ma in quello delle regole. Fu allora che capii senza alcun dubbio che la vita per l'amministrazione Pannullo sarebbe stata breve, improntata su un andamento personalistico. Mi dispiace per la città di Castellammare che meriterebbe una classe dirigente migliore».