L'operazione "Olimpo" che ha fatto tremare i colletti bianchi di Castellammare non sarà annullata per un vizio di forma. E' quanto emerge dopo il verdetto del Tribunale del Riesame che ha respinto l'istanza di annulamento presentata dall'avvocato dei fratelli Carolei, entrambi colpiti da ordinanza di custodia cautelare (uno in carcere e uno ai domiciliari), che avrebbe individuato un errore nelle duecento pagine dell'operazione. In pratica, secondo la difesa, mancherebbe la proroga per le indagini preliminari che renderebbe nulle le intercettazioni fatte dal 2013 in poi, quelle dove vengono evidenziati i gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati.
L'indagine è partita effettivamente nel 2012, dopo le dichiarazioni di Belviso, e un anno più tardi la DDA ha acceso i riflettori su Adolfo Greco e i suoi affari con i clan stabiesi. Nel 2014 l'operazion
e doveva essere conclusa ma le forze dell'ordine hanno continuato ad indagare ed è qui che sarebbe stato commesso l'errore secondo l'avvocato dei Carolei. Secondo quanto prevede il Codice di procedura penale, per rendere effettivi gli atti raccolti da quella data in poi, servivano delle proroghe che non sarebbero state allegate al fascicolo. Alla lettura degli atti, l'avvocato di Raffaele e Michele Carolei avrebbe individuato l'errore e ha chiesto l'annullamento al Riesame. Quest'ultimo però ha sconfessato la tesi della difesa ritenendo valida la procedura della DDA anche se non ha reso ancora note le motivazioni.
Di fatto, anche se nel pomeriggio di ieri molti ritenevano che "Olimpo" potesse trasformarsi in un "Sigfrido" 2, tutto è rientrato nella normalità. Confermate le misure cautelari per i fratelli Carolei: Raffaele ai domiciliari e Michele in carcere.