Cronaca

Castellammare - Nasce il comitato 'Non Spezzate la Linea': timori per l'addio al treno tra Gragnano e Napoli

Un nuovo comitato civico si mobilita tra Gragnano, Castellammare di Stabia e Napoli per difendere quello che considera un collegamento strategico del territorio.


Un nuovo comitato civico si mobilita tra Gragnano, Castellammare di Stabia e Napoli per difendere quello che considera un collegamento strategico del territorio. Si chiama “Non Spezzate la Linea” ed è nato in risposta al progetto regionale che prevede la riconversione della ex tratta ferroviaria Gragnano–Castellammare in un sistema di bus elettrici.

Il piano, approvato nei giorni scorsi, punta a realizzare un servizio di Bus Rapid Transit (BRT) completamente elettrico lungo il vecchio tracciato ferroviario, con l’obiettivo di ridurre tempi e costi di realizzazione e garantire una mobilità a zero emissioni . Una scelta che, secondo le istituzioni, consentirebbe anche di accelerare i cantieri e ottimizzare le risorse disponibili.

Ma è proprio questo cambio di paradigma – dal ferro alla gomma – a preoccupare il neonato comitato.
Secondo i promotori, il rischio non riguarda solo la tratta Gragnano–Castellammare, ma l’intero sistema di collegamenti ferroviari dell’area. La trasformazione potrebbe infatti segnare, di fatto, l’abbandono definitivo della linea ferroviaria storica Torre Annunziata–Castellammare–Gragnano, una delle più antiche d’Italia e per decenni asse portante dei collegamenti con Napoli .

Il timore principale è che venga meno la continuit

à su ferro verso il capoluogo: senza il treno tra Castellammare e Torre Annunziata, spiegano, verrebbe spezzata la possibilità di un collegamento diretto con Napoli, costringendo i pendolari a una catena di cambi tra bus e treni.

“Non siamo contrari all’innovazione o alla sostenibilità – affermano i promotori – ma qui il rischio è una perdita di qualità del servizio. Si passa da una prospettiva di trasporto strutturale a una soluzione più debole”.

Una critica che trova eco anche nel dibattito pubblico: la scelta dei bus elettrici, pur più rapida ed economica, è stata interpretata da alcuni osservatori come una soluzione “con meno ambizione” rispetto a sistemi su ferro più moderni .

Per il comitato, il nodo è chiaro: evitare che la riconversione chiuda definitivamente la porta a un ritorno del treno e garantire invece una visione di lungo periodo per la mobilità dell’area stabiese.

Intanto è partita una raccolta firme sul territorio, con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, studenti e lavoratori. La battaglia si gioca tutta su una domanda di fondo: il futuro della mobilità locale deve puntare su soluzioni rapide e flessibili, o su infrastrutture ferroviarie considerate più solide e strategiche nel tempo?

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lunedì 13 aprile 2026 - 09:13 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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