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Castellammare - L’agosto caldo di Stabia: dieci milioni di euro per far rivivere le Antiche Terme

Via alla gara europea per il restauro del complesso termale e la riqualificazione del Parco delle Acque.


Dopo decenni di abbandono, le Antiche Terme di Castellammare di Stabia provano a tornare al centro della scena. E la svolta arriva nel cuore dell’estate, quando dagli uffici comunali arriva l’atto che mette ufficialmente in moto uno degli interventi più attesi per la rigenerazione urbana della città. È stata indetta la gara europea per la riqualificazione e la rifunzionalizzazione del Complesso delle Antiche Terme e del Parco delle Acque. Un intervento dal valore complessivo di oltre dodici milioni di euro, finanziato nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo “Vesuvio-Pompei-Napoli”, attraverso le risorse assegnate con delibera CIPESS. È una partita rilevante per il futuro di un complesso che per Castellammare rappresenta molto più di un semplice patrimonio edilizio. Le Terme sono infatti uno dei simboli della storia della città, legati a una tradizione secolare che nel Novecento aveva trasformato Castellammare in una delle principali destinazioni termali del Mezzogiorno. Il nuovo intervento punta a restituire funzionalità e dignità a quella stagione, partendo dall’architettura. Il progetto riguarda infatti il complesso realizzato negli anni Cinquanta su disegno dell’architetto Marcello Canino e prevede il recupero dell’edificio principale, dell’atrio monumentale e degli spazi destinati a bar e ristorante, oltre alla riqualificazione del piazzale esterno. Non si tratta, però, di un semplice restauro. Il progetto prevede anche il potenziamento e l’ammodernamento delle centrali tecnologiche necessarie a consentire il funzionamento del sistema termale, insieme alla sistemazione delle aree verdi del Parco delle Acque e alla realizzazione di un parcheggio a servizio dell’area. L’obiettivo è costruire le condizioni per una vera rinasci

ta del polo termale, senza cancellarne l’identità storica. La prima fase dei lavori rappresenta infatti il tassello iniziale di un progetto più ampio, destinato a svilupparsi successivamente con la realizzazione di piscine all’aperto e di un nuovo blocco dedicato alle attività terapeutiche. A rendere particolarmente delicata la procedura è anche la tempistica. Il Comune ha scelto la formula dell’appalto integrato sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica rafforzato: sarà quindi l’impresa aggiudicataria a occuparsi sia della progettazione esecutiva sia dell’esecuzione dei lavori. Una scelta dettata anche dalla necessità di correre. Il contratto con l’impresa dovrà essere sottoscritto entro il 31 dicembre 2026, mentre la durata prevista per l’intervento è di 428 giorni. I primi due mesi saranno destinati alla progettazione esecutiva, mentre i successivi dodici mesi riguarderanno l’effettiva realizzazione delle opere. Il valore dell’appalto posto a base di gara supera gli otto milioni e mezzo di euro, al netto dell’Iva, e la procedura sarà gestita interamente per via telematica attraverso la piattaforma “TuttoGare PA”, in collegamento con l’Autorità nazionale anticorruzione. Ora la parola passa alle imprese. Dopo anni di attese, progetti, ipotesi e annunci, le Antiche Terme entrano finalmente nella fase operativa. La sfida sarà trasformare le risorse disponibili in un cantiere capace di restituire alla città un luogo che non è soltanto un edificio da recuperare, ma un pezzo della sua identità. Per Castellammare è una corsa contro il tempo. Ma, questa volta, l’obiettivo non è soltanto riaprire un complesso chiuso da anni: è provare a riaccendere intorno alle sue acque una nuova idea di città, turismo e sviluppo.


sabato 15 agosto 2026 - 15:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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