Che il suo cognome, al momento del gol, avrebbe acceso un dibattito era prevedibile. Ma nessuno si sarebbe aspettato che l’episodio varcasse i confini nazionali. Si è parlato a lungo dell’esultanza del pubblico stabiese al gol di Floriani Mussolini. Il difensore della Juve Stabia ha deciso il match vinto dai gialloblù contro il Cesena. Anziché la prima marcatura tra i professionisti del giovane, quello che più ha suscitato scalpore è stata la reazione del pubblico stabiese, il quale, secondo la stampa nazionale, avrebbe esultato con un braccio alzato, imitando il saluto fascista. Una vicenda che, nonostante priva di fondamenta, ha fatto il giro del web, suscitando rabbia e indignazione tra il tifo stabiese. Lo stesso club gialloblù ha preso posizione in merito tramite un comunicato, nel quale prendeva le difese dell’ex Lazio e del pubblico di Castellammare. Sul punto è, inoltre, intervenuto l’ex consigliere comunale, Tonino Scala, il quale ha affermato:
Questa è una polemica che non ha alcuna ragion d’essere, nata forse solo per cercare una notizia inesistente. Romano, in tutta questa vicenda, non c’entra nulla e non ha dato minimamente adito a queste chiacchiere. Definire questa situazione da bar dello sport è quasi riduttivo, perché nello sport, anche al bar, le discussioni hanno un loro valore e una loro serietà.
Sono comunista, da sempre, e non per il ruolo che ricopro, che non è certo una garanzia. Il mio essere comunista e antifascista appartiene alla mia sfera ideale e personale. Tuttavia, questa vicenda calcistica non ha nulla a che fare con la politica.
Un ragazzo ha segnato un gol. Porta il cognome del padre e quello della madre.
Lo stadio ha esultato, e io, come tanti, ho esultato con un gesto istintivo: ho alzato il braccio. È un gesto che si vede in ogni stadio del mondo dopo un gol. Per abitudine, il mio è stato con il pugno chiuso, un modo personale e spontaneo di vivere l’entusiasmo.
Ma cosa c’entra tutto questo con la politica? Nulla, assolutamente nulla. Basta osservare i filmati – quelli che riprendono dalla tribuna, non i dettagli parziali dei distinti – per rendersi conto che non c’è stato alcun saluto romano.
Chi ha montato questa polemica dimostra di non conoscere né i fatti né cosa sia la tribuna scoperta del Menti e chi la frequenta.
In quella zona ci sono gli Swarm, il cui storico capo tifoso, Tonino Ercolano, si è sempre candidato a sinistra. Ogni partita le forze dell’ordine chiedono ai supporter di rimuovere la bandiera “Free Palestina”.
Nello stesso spazio c’è il gruppo Stabia Amore, guidato da Gianfranco Piccirillo, un noto socialista stabiese. Inoltre, tra i frequentatori abituali c’è Peppe Giordano, ex segretario del PD, che quest’anno ha realizzato un presepe sotto un manifesto del PCI.
Allora, di cosa stiamo parlando esattamente?
Ognuno esulta a modo suo. Questi sono gesti di gioia, non politici. Certo anche io in un post goliardico sui social ho scritto non mi sarei mai aspettato di esultare per un Mussolini, ma è una battuta nulla più. Non c’è alcuna apologia, se non quella della stupidità di chi continua ad alimentare una polemica senza senso. Insistere su questa strada significa dare peso a qualcosa che non lo merita.