Una lettera al Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per chiedere un suo autorevole intervento al fine di chiarire e risolvere la vicenda che li vede tristemente protagonisti. Le 9 famiglie che occupano abusivamente da anni i locali della scuola di Via Don Bosco al rione Savorito non intendono arrendersi difronte alla comunicazione si fratto esecutivo che verrà eseguita dalle forze dell’ordine nei prossimi giorni e così si sino rivolte al Prefetto.
«Subito dopo il devastante sisma – si legge nella missiva redatta dal loro avvocato, Luigi Amodio - tante famiglie furono costrette a lasciare le proprie abitazioni….molte famiglie – le più fortunate – occuparono delle abitazioni vuote in Via Don Bosco…gli ultimi arrivati si rifugiarono in una scuola in disuso, sempre in via Don Bosco. I vari amministratori succedutesi nel tempo hanno di fatto regolarizzato tale situazione, concedendo la residenza anagrafica ( indirizzo, piano e interno ) e tutti i servizi sono sempre stati allacciati:
Vi sono decine di documenti che dimostrano la presenza di fatto e di diritto ( giammai violenta) di detti nuclei familiari in detta struttura e mai prima d’ora nessun amministratore comunale aveva sollecitato lo sgombero dalla struttura ripetiamo, avallata, dalla Pubblica Amministrazione …. Giova a tal uopo ricordare che l’art. 5 del D.L. 28 marzo 2014, n. 47, convertito in L. 23 maggio 2014, n. 80, prevede che “ chiunque occupi abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo” . Al contrario i nuclei familiari delle persone di cui in epigrafe sono tutti in possesso di documenti di id
entità rilasciati dal Comune di Castellammare di Stabia…..e questo da decenni… Lo stesso comune che ora, dopo aver taciuto , tollerato e legittimato tale situazione per oltre 40 anni, a venti giorni dal rinnovo del Consiglio Comunale non può porre in atto tale insana operazione di sgombero. La logica, il buon senso, imporrebbero di procrastinare ogni decisione a subito dopo le elezioni, per dar modo al nuovo Sindaco e alla nuova Giunta di affrontare seriamente il problema….contemperando così il diritto ed il sociale, ovvero la liberazione della scuola ma anche una sistemazione di questi poveri sfortunati».
«Sono fermamente convinto che il Suo intervento possa contribuire significativamente alla risoluzione di questa problematica – scrive ancora l’avvocato Amodio - offrendo una soluzione che sia nel migliore interesse della comunità…. Conscio dell'importanza del Suo ruolo e delle numerose responsabilità che esso comporta, apprezzerei grandemente la Sua disponibilità a esaminare la mia richiesta e, se possibile, a intraprendere le azioni che ritiene più opportune al fine di evitare che una questione di puro riposo possa creare allarme sociale in una città Commissariata ( e in cui si è visto l’oscuro e gravoso lavoro svolto brillantemente dal Commissario Prefettizio in questi anni ) ed a pochi giorni dalla competizione elettorale».
La prossima settimana, intanto, dovrebbe esserci anche una manifestazione a Napoli da parte delle 9 famiglie che, assistite dall’avvocato Amodio, stanno valutando anche l’ipotesi di presentare una denunzia-querela “contro i precedenti sindaci per omissione di atti di ufficio e quant'altro”.