Cronaca

Castellammare - Lavori in piazza Principe Umberto I, i D'Alessandro volevano impadronirsi del cantiere

Un noto imprenditore di Castellammare ha fatto pressione per subappaltare i lavori alla sua ditta imponendo gli uomini da assumere e i macchinari da utilizzare. Ora è in carcere


E' accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso e al momento è in carcere, a Secondigliano. Daniele Imparato, 25 anni, di Castellammare di Stabia, avrebbe fatto pressione ad una ditta di Cardito vincitrice della gara del rifacimento di piazza Principe Umberto I, nell'estate del 2017. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'imprenditore avrebbe prima chiesto di subappaltare il cantiere e, dopo il rifiuto dei titolari, sarebbe passato alle minacce in compagnia di elementi di spicco del clan D'Alessandro di Scanzano. Dietro i lavori, e dietro le pressioni, ci sarebbe proprio la cosca stabiese che voleva imporre i propri uomini e i propri macchinari durante il rifacimento della pavimentazione che bloccò una delle piazze principali di Castellammare in piena estate. In più chiedevano il 3% per l'appalto. Un pizzo imposto da un imprenditore del settore.

La ditta di Cardito, però, ha sempre rifiutato qualsiasi tipo di proposta dal 25enne imprenditore e anche da altri uomini che si sarebbero presentati con lui per condurre l'estorsione. Inoltre, nel momen

to in cui partirono i lavori, esponenti di spicco dei D'Alessandro entrarono nel cantiere minacciando il blocco e danni a macchinari e uomini esclamando: «Ma come, iniziate i lavori senza permesso?». Per questo motivo, la ditta la notte spostava tutti i suoi mezzi in un cantiere vicino che era sorvegliata da una ditta di vigilanza privata. A seguito delle denunce dello scorso anno, è partita l'inchiesta della DDA che ha portato all'arresto di Imparato mentre è ancora in libertà un suo complice che non è stato identificato.

Non si esclude che nelle prossime ora possa esserci uno sviluppo delle indagini con nuovi arresti, anche eccellenti. I carabinieri di Castellammare di Stabia, agli ordini del Maggiore Donato Pontassuglia, sono ora a lavoro per verificare il modus operandi di Imparato e soci. La preoccupazione è che in molti altri lavori realizzati in passato possa esserci la mano della camorra così come anche nella gestione degli appalti. Per questo motivo potrebbero esserci anche delle conseguenze per alcuni dipendenti comunali.

«Dai a me l'appalto, evitiamo di fare ammuina». Arrestato imprenditore 25enne


sabato 18 agosto 2018 - 11:04 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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