Ha respirato fumi tossici ed è morta per asfissia. L’autopsia conferma le cause del decesso di Giulia Maccaroni, la 29enne skipper di San Vito Romano, che ha perso la vita a seguito dell’incendio sulla barca a vela di 22 metri nella notte tra domenica e lunedì scorso a Marina di Stabia. Una tragedia immane, su cui l’attività di inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, sotto la guida del procuratore capo Nunzio Fragliasso, ha portato ad indagare tre persone con l’accusa di omicidio colposo. Il sospetto che quella morte si potesse evitare è l’elemento su cui vanno avanti le indagini, mentre resta ancora da capire la causa dell’incendio che si è sp
rigionato dal sottocoperta coinvolgendo tutta la parte superiore della barca a vela “Morgane”. I fumi tossici si sono poi introdotti nelle bocchette dell’aria condizionata, causando l’intossicazione letale per Giulia, per la quale nelle prossime settimane si potrà comprendere quale sia la sostanza che ha inalato e che ha causato la sua morte per asfissia. Il corpo della vittima, pertanto, è stato restituito alla madre Marina e al fratello Dario, che potranno pertanto celebrare i funerali a San Vito Romano, nella sua città d’origine. Il saluto dei suoi concittadini accompagnerà Giulia nel suo ultimo viaggio, in attesa che sia fatta luce su una vicenda con tanti aspetti ancora da chiarire.