Pesenti detta la linea, il PD prima la boccia e poi si adegua, il dirigente accoglie lo stop. La delibera salva-Sint sta generando la prima querelle tra i consiglieri dem e Area Civica dopo la risoluzione della crisi politica che ha soltanto accantonato le divergenze tuttora in essere tra le varie forze politiche della maggioranza. Daniele Pesenti, vicesindaco con delega alle partecipate, aveva definito un percorso mirato alla salvaguardia del patrimonio termale con differimento della delibera a novembre, ma il PD ha inizialmente opposto il suo veto, ricusando il lavoro del giovane avvocato, salvo ricredersi al termine di una riunione di maggioranza chiarificatoria.
Ma, oltrepassata la soglia del 30 settembre, termine non perentorio ma categorico per definire l'inibizione del socio pubblico dall'esercizio dei diritti sociali su Sint in base alla riforma Madia, la maggioranza rischia di muoversi in un campo minato in cui ogni passo, giusto o sbagliato che sia, potrebbe generare una deflagrazione. Intanto, il rinvio ulteriore della delibera è condizionato dalla risposta di Mps alla richiesta di proroga che il Comune è intenzionato a presentare per differire il pagamento di 865mila euro entro il 30 ottobre, cifra concordata nell'ambito della transazione che il sindaco Antonio Pannullo ha demandato all'amministratore unico di Sint, Biagio Vanacore, per rinegoziare debito con la banca in seguito alla revoca del mutuo. In pratica, se Mps dovesse rispondere picche al Comune, la delibera dovrebbe essere redatta in fretta e furia in modo tale da approvarla prima della scadenza fissata con Mps, in quanto non avrebbe senso il pagamento di una cifra di poco inferiore al milione di euro, per quanto ricavabile dalle quote annuali messe a bilancio a copertura del debito, senza avere un'idea chiara del percorso da adottare con Sint.
L'altro grande dilemma riguarda i 10 milioni di danni al patrimonio termale che il geometra Silvestro ha stimato
in maniera sommaria nel mese di luglio. Il valore effettivo del patrimonio, d'altra parte, è stato depauperato dalle devastazioni che nell'ultimo biennio hanno generato un autentico sfascio all'interno del parco idropinico e dello stabilimento e Pesenti sembrava orientato a fare riferimento nell'atto ricognitivo anche al danno perpetrato nel tempo, ipotesi su cui il PD appare titubante, sconfessando parzialmente le linee guida del vicesindaco dopo aver fatto lo stesso con Andrea Di Martino, sacrificato, tra le altre cose, sull'altare della sua volontà di mettere in liquidazione Sint.
In questa diatriba, tuttavia, è intervenuto il dirigente del settore economico-finanziario, Antonio Verdoliva, che ha appoggiato la richiesta di Pesenti di stoppare tutto, prendendosi un po' di tempo per effettuare le valutazioni del caso e definire un piano per tenere in vita la Sint. La delibera, d'altra parte, spetta proprio al dirigente, che attenderà la stesura del piano industriale per il rilancio delle Nuove Terme per poi sedersi a tavolino con il sindaco e il suo vice e chiarire la situazione. Sint, nel frattempo, sta cooperando con la Ri.For.Med., l'advisor che collabora per la definizione del piano industriale che entro il 7 novembre dovrebbe giungere alla sua realizzazione con la prospettiva di reincludere in capo a Sint anche lo stabilimento delle Antiche Terme e Caserma Cristallina. All'inizio del nuovo anno, poi, un nuovo bando sarà predisposto per la ricerca di privati disposti ad investire sul termalismo, un'autentica impresa su cui hanno fallito tanti predecessori di Pannullo.
Ma nel mezzo sarà necessario completare la ricognizione di Sint. E la ricerca di una linea comune sarà fondamentale per capire se Area Civica e PD potranno finalmente andare a braccetto oppure se lo strapotere dem, descritto dai centristi un mese fa, è ancora ingombrante nelle scelte dell'amministrazione comunale.