La gestione commissariale del Comune di Castellammare di Stabia entra nel vivo. Con la deliberazione commissariale con i poteri del Consiglio comunale numero 7 del 21 agosto 2026, la Commissione straordinaria ha definito le modalità di organizzazione interna e distribuito tra i tre componenti specifici ambiti di delega.
Il provvedimento arriva dopo il decreto del Presidente della Repubblica del 16 luglio 2026, con il quale è stato disposto lo scioglimento del Consiglio comunale ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali. La Commissione è composta dal prefetto a riposo Dario Caputo, dalla viceprefetto Mara Moscato e dal dirigente di prima fascia a riposo Maurizio Vallone.
I tre commissari si erano già insediati presso Palazzo Farnese il 17 luglio scorso.
La Commissione agisce come organo collegiale
Uno dei punti centrali della deliberazione riguarda il funzionamento della Commissione. Il provvedimento stabilisce che l'organismo si rapporti sia all'interno sia all'esterno del Comune come volontà collegiale.
A svolgere le funzioni di coordinatore sarà Dario Caputo. Le funzioni attribuite normalmente al sindaco dagli articoli 50 e 54 del decreto legislativo 267/2000, compresi i provvedimenti contingibili e urgenti, potranno invece essere esercitate dalla Commissione nel suo insieme oppure, in forma monocratica, da ciascuno dei tre commissari.
Come verranno approvate le deliberazioni
La delibera stabilisce anche le modalità necessarie per assumere validamente gli atti.
Per le deliberazioni adottate con i poteri del Consiglio comunale sarà necessaria la presenza dell'intero collegio e il voto favorevole della maggioranza. Per gli atti assunti con i poteri della Giunta, invece, sarà sufficiente la presenza di almeno due commissari, purché entrambi esprimano voto favorevole.
Anche la rappresentanza del Comune presso enti, aziende e istituzioni potrà essere esercitata indifferentemente da uno solo dei commissari.
Le verifiche ordinarie e straordinarie di cassa potranno essere effettuate da un singolo componente, mentre gli atti e i provvedimenti potranno essere sottoscritti da uno dei commissari, in forma autografa o digitale, con la dicitura “Per la Commissione Straordinaria”.
Caputo coordinatore e sedute anche da remoto
Le sedute saranno convocate e presiedute dal prefetto a riposo Dario Caputo. In caso di sua assenza, la presidenza spetterà al componente più anziano per età.
La Commissione potrà inoltre riunirsi sia in presenza sia da remoto, secondo le modalità già stabilite con una precedente deliberazione commissariale.
Una scelta organizzativa destinata a garantire continuità e rapidità nell'attività amministrativa, considerata la complessità delle questioni che l'organismo è chiamato ad affrontare durante il periodo di gestione straordinaria.
Le deleghe ai tre commissari
Il provvedimento assegna quindi specifici settori di competenza ai tre componenti, fermo restando il carattere collegiale dell'indirizzo e del coordinamento dell'attività amministrativa.
Dario Caputo, oltre alle funzioni di coordinatore, seguirà:
Area Servizi Sociali;
Lavori Pubblici;
Area Ambiente e Servizi Demo-anagrafici;
Area Polizia Municipale;
Settori di Staff.
Mara Moscato avrà invece la delega su:
Area Amministrativa;
Area Urbanistica.
Maurizio Vallone sarà responsabile degli ambiti relativi a:
Area Finanziaria;
Risorse Umane.
Una ripartizione che mette dunque in evidenza anche le priorità operative della gestione commissariale, dal settore finanziario ai lavori pubblici, dall'urbanistica ai servizi sociali, fino alla polizia municipale e all'ambiente.
La gestione del Comune dopo lo scioglimento
La deliberazione rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso avviato con lo scioglimento del Comune ai sensi dell'articolo 143 del Testo unico degli enti locali.
La Commissione straordinaria resterà alla guida dell'Ente fino all'insediamento degli ordinari organi comunali, esercitando nel frattempo le attribuzioni che spettavano al Consiglio comunale, alla Giunta e al sindaco.
La nuova organizzazione interna punta quindi a rendere operativa la gestione dell'Ente, distribuendo le principali aree di attività tra i tre commissari ma mantenendo la collegialità delle decisioni e dell'azione amministrativa.