Annunciato il nuovo sistema di videosorveglianza da oltre 300 dispositivi. Il caso della scuola Salvati e della Sonrisa al centro dell'attenzione.
Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, è giunto a Castellammare di Stabia in seguito all’aggressione ai tifosi del Sorrento avvenuta domenica sera all’interno di un vagone del treno mentre erano fermi alla stazione di via Nocera, di ritorno dalla trasferta contro la Turris. Un episodio che ha destato forte preoccupazione e che si inserisce in un contesto più ampio di attenzione sulla sicurezza della città. "Questo tema è stato affrontato qualche giorno fa con il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, sono state adottate le misure che noi riteniamo adeguate. Quell’episodio non ha nulla a che fare con lo sport, è un episodio imprevedibile. È un episodio che deve essere espunto dal novero del consesso umano, perché queste persone, che spero vengano presto individuate, non hanno avuto dignità alcuna. Quello è stato un episodio. Ma Castellammare sta vivendo una bella vitalità, perché anche gli indici di delittuosità complessiva sono in flessione”, ha spiegato Di Bari. Il prefetto ha poi affrontato la questione della videosorveglianza, una delle criticità più evidenti per la città stabiese: "Con l’amministrazione comunale abbiamo discusso ed esaminato tutte le questioni che riguardano il potenziamento del sistema di videosorveglianza. A regime avrà oltre 300 dispositivi per un finanziamento di 1.224.000 euro. Questo significa che quando la società è ben sorvegliata, anche attraverso un vasto sistema di videosorveglianza collegato con le forze di polizia, questo è già un grande passo. Dobbiamo proseguire su questa strada, c’è la massima attenzione del sindaco e dell’amministrazione che hanno a cuore il tema della sicurezza", ha dichiarato Di Bari, aggiungendo: "Dobbiamo sempre tenere alta la guardia, perché noi abbiamo la necessità di assicurare la sicurezza agli istituti scolastici, alle nuove generazioni, frenare fenomeni di baby gang". Sul tema della videosorveglianza, nei giorni scorsi, è intervenuto anche il procuratore Fragliasso, evidenziando come la mancanza di immagini abbia un influsso negativo sulle indagini. A tal proposito, il prefetto Cannizzaro aveva già annunciato un potenziamento di 230 tele
camere, ma il problema principale resta la tempistica. "La tempistica è una variabile non di poco conto. Concordo con il procuratore Fragliasso, che ha fatto bene a segnalare questa evenienza. Uno dei motivi per cui siamo qui è che dobbiamo affrettare i tempi affinché il sistema potrà essere attivato nel più breve tempo possibile", ha spiegato Di Bari. Sul possibile allargamento della zona rossa, il prefetto ha chiarito: "Verifichiamo cosa accade in queste settimane. Sarà il sindaco poi a proporre l’allargamento o la non istituzione, laddove sarà opportuno farlo. Le zone rosse istituite stanno dando ottimi risultati sia nel controllo che negli allontanamenti. Questo significa una grande azione di prevenzione e voglio ringraziare le forze dell’ordine ma anche tutta la comunità che sta vivendo questo momento di grande sinergia, empatia e osmosi con le forze di polizia per una grande collaborazione". Il prefetto si è espresso anche sulla scuola Salvati, recentemente al centro delle cronache per un caso di molestie su minori che ha coinvolto una docente del plesso di Scanzano. "Facciamo andare avanti le attività della polizia giudiziaria e della magistratura, che ringrazio per l’ottimo lavoro. Però gli istituti vanno salvaguardati e ci sono due piani sui quali bisogna stare molto attenti. Bisogna avere molta fiducia nel lavoro della magistratura e nel contempo c’è anche una grande reazione da parte del mondo scolastico, soprattutto da parte dei genitori che hanno dimostrato di avere a cuore non solo le condizioni dei ragazzi ma soprattutto della vita dell’istituto scolastico. Non credo subirà alcuna defaillance, perché noi dobbiamo scindere quello che è il fenomeno giudiziario da quello che accade nell’istituto, che mi pare di capire è un istituto di grande valore". Infine, il prefetto ha affrontato la questione legata al caso Sonrisa e alla possibilità di creare una cooperativa per i lavoratori dell’ex struttura. "Noi dobbiamo scindere la questione. C’è un immobile in questo momento di proprietà del Comune e dall’altra abbiamo i lavoratori, che devono seguire un percorso a sé che non può essere legato al destino di questo immobile".