Le porte del palazzo di città sono oggi chiuse alla politica, ma sul litorale stabiese il futuro non si ferma. Nonostante il recente e traumatico scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni camorristiche, il progetto “Il Mare Restituito - Estate 2026” proseguirà regolarmente. A confermarlo è una determina dirigenziale che garantisce la continuità dell’iniziativa e, più in generale, di un percorso di valorizzazione territoriale avviato nel 2024 dall’amministrazione guidata dall’ex sindaco Luigi Vicinanza. L’evento, inizialmente previsto nel calendario di agosto e successivamente rinviato per motivi organizzativi, è stato fissato per il 25 settembre. Le attività si svolgeranno tra le banchine del Porto e i giardini della Villa Comunale, in un contesto che punta a riportare il mare al centro dell’identità e dell’attrattività turistica della città. La gestione operativa dell’iniziativa è stata affidata ad una società romana per un importo complessivo di poco superiore ai 19mila euro, IVA inclusa. L’obiettivo delle mani
festazioni non è, dunque, soltanto quello di offrire momenti di intrattenimento. Al centro c’è la celebrazione di una conquista che per Castellammare assume un valore storico e simbolico: il ritorno alla piena fruibilità del mare e del litorale cittadino, dopo oltre cinquant’anni di divieto di balneazione. È proprio su questo risultato che il progetto intende costruire una nuova narrazione della città, legando la restituzione del mare alla promozione turistica, alla vitalità degli spazi pubblici e alle ricadute economiche per il territorio. La scelta di non interrompere l’iniziativa, nonostante la fase straordinaria che sta attraversando l’Ente, assume così un significato che va oltre il singolo evento. La macchina amministrativa prosegue il proprio lavoro nel rispetto delle procedure e delle garanzie di legalità. In una città che attraversa una delle fasi istituzionali più delicate della propria storia recente, il mare resta dunque un punto fermo: non soltanto una risorsa naturale da tutelare, ma anche uno spazio da vivere e un possibile motore di sviluppo per il futuro di Castellammare di Stabia.