Il futuro della Juve Stabia è in bilico. Mancano quattro giorni alla scadenza dei termini per l'iscrizione al campionato e al momento Manniello è sempre solo al comando della società. Timidi contatti ci sono stati nei giorni scorsi con Giovanni Lombardi ma nessuna vera trattativa è stata intavolata. I tifosi chiedono chiarezza, sia alla società che alla nuova amministrazione comunale. Ieri, dopo un corteo partito dalla Cassa Armonica e concluso a Palazzo Farnese, il tifo organizzato ha avuto un incontro con Gaetano Cimmino per fare il punto della situazione anche dopo le promesse che il neo sindaco ha fatto in campagna elettorale.
«Noi non vogliamo che la Juve Stabia scompaia, è l'unica cosa bella rimasta in questa città. Noi Curva Sud siamo sempre attenti alle problematiche della città, abbiamo vinto un campionato con la scritta "Castellammare è Fincantieri" dietro le magliette e siamo sempre gli unici a mostrare le cose belle della nostra terra. Noi rappresentiamo Castellammare» ha spiegato un gruppo di tifosi al colloquio con il primo cittadino. Un inco
ntro sicuramente costruttivo con Gaetano Cimmino che ha condiviso le preoccupazioni della tifoseria. Tutto, però, è nelle mani dell'attuale presidente Franco Manniello e di eventuali soci pronti ad entrare in società.
Si è vociferato a lungo di Giovanni Lombardo ma il sindaco frena: «Noi possiamo solamente sensibilizzare gli imprenditori ed è ciò che ho fatto e che continuerò a fare nelle prossime ore. Sono cosciente che i tempi sono ristretti e ci auguriamo che le parti possano sedersi quanto prima e parlare. La casa comunale è aperta. Mi auguro che si possa trovare la sintesi giusta per iscrivere regolarmente la Juve Stabia al prossimo campionato». Per salvare la Juve Stabia, quindi, sarà fondamentale l'incontro che dovrebbe essere programmato per domani tra Manniello e Lombardi che dovranno discutere sia della fideiussione da 350mila euro sia dei debiti che gravitano sulla società (circa 4 milioni). Il tempo stringe: martedì arriverà il giorno del verdetto. Castellammare spera ma il rischio fallimento è dietro l'angolo.