Il futuro della tranvia tra Castellammare di Stabia e Gragnano torna al centro del dibattito. A lanciare l’allarme è il comitato “Riprendiamoci la Ferrovia”, che segnala il rischio di perdere i finanziamenti destinati al progetto qualora non venga rispettata la scadenza del 31 dicembre 2026 per la firma del contratto d’appalto.
A preoccupare gli attivisti è soprattutto lo stato della procedura amministrativa. Secondo quanto riportato dal comitato, non sarebbero ancora stati comunicati né la conclusione della gara né l’affidamento dei lavori, nonostante la commissione giudicatrice fosse stata costituita nel novembre 2025. Una situazione che, a poco più di due mesi dalla scadenza indicata, alimenta le preoccupazioni sul destino dell’intervento.
La vicenda riguarda la riconversione dell’ex linea ferroviaria che collega il territorio stabiese a Gragnano, un’infrastruttura dismessa da anni e al centro di un confronto acceso sulle modalità del suo recupero.
Dal tram ai bus elettrici, poi il ritorno alla soluzione su rotaia
La storia recente del progetto è stata caratterizzata da diversi cambi di direzione. Nell’aprile 2026 la Regione Campania aveva annunciato l’intenzione di sostituire il progetto tranviario con un sistema di Bus Rapid Transit (BRT), basato su autobus elettrici, prospettando un risparmio di circa 30 milioni di euro e tempi di realizzazione più rapidi.
La scelta aveva suscitato le proteste del comitato “Riprendiamoci la Ferrovia”, contrario all’abbandono della soluzione su rotaia e preoccupato per le conseguenze sul futuro del collegamento tra Castellammare, Gragnano e il resto del comprensorio.
Un nuovo passaggio è arrivato l’8 luglio 2026, con la conclusione della Conferenza di Servizi e un’intesa per proseguire con una tranvia in sede promiscua, alimentata da batterie. La soluzione ha consentito di mantenere la vocazione ferroviaria dell’ex tracciato, evitando la definitiva trasformazione dell’infrastruttura in una linea esclusivamente stradale.
Il comitato considera questo risultato un passaggio importante, ma ritiene che adesso la priorità sia trasformare gli accordi in un cantiere concreto.
I dubbi sui tram a batteria e sui costi di gestione
Pur accogliendo positivamente la conferma della soluzione su rotaia, il comitato solleva perplessità sulla scelta dei tram alimentati a batteria al posto dei mezzi con linea
aerea di contatto.
Secondo gli attivisti, la tecnologia adottata potrebbe comportare consumi energetici e costi di esercizio più elevati, riducendo i vantaggi economici attesi. Si tratta di valutazioni espresse dal comitato, che chiede di mantenere alta l’attenzione anche sugli aspetti gestionali dell’opera.
Per “Riprendiamoci la Ferrovia”, tuttavia, la questione più urgente resta quella dei tempi. Il rischio, secondo il comitato, è che le incertezze amministrative finiscano per compromettere un progetto atteso da anni dal territorio.
L’appello a EAV e alle istituzioni
Il comitato chiede a EAV di rendere pubbliche informazioni aggiornate sullo stato della procedura di affidamento, indicando con chiarezza i passaggi ancora da completare e i tempi previsti per la firma del contratto.
L’appello è rivolto anche ai commissari straordinari che amministrano Castellammare di Stabia e al sindaco di Gragnano, affinché si attivino per sollecitare le procedure e scongiurare eventuali ritardi.
La richiesta è quella di un confronto trasparente con la cittadinanza, in modo che sia possibile comprendere quali ostacoli restino da superare e quali siano le prospettive concrete di realizzazione dell’intervento.
L’obiettivo: collegare il territorio e arrivare alla stazione centrale
Il recupero dell’ex linea ferroviaria rappresenta una questione strategica per la mobilità dell’area stabiese. Il progetto punta a migliorare i collegamenti tra Castellammare e Gragnano, riqualificando allo stesso tempo il vecchio tracciato e favorendo forme di mobilità sostenibile.
Tra le prospettive indicate per il futuro c’è anche il possibile prolungamento del collegamento fino alla stazione centrale di Castellammare, attraverso il reperimento di ulteriori risorse europee. Un’estensione che consentirebbe di avvicinare la nuova infrastruttura al centro cittadino e di migliorarne l’integrazione con il trasporto pubblico.
Perché questa prospettiva possa concretizzarsi, però, occorrerà prima superare gli ostacoli legati all’affidamento dei lavori e garantire la disponibilità dei finanziamenti già previsti.
La scadenza di fine anno diventa quindi il passaggio decisivo. Il comitato chiede risposte e tempi certi: dopo anni di attese e cambi di progetto, il timore è che anche questa occasione possa sfumare prima ancora dell’apertura dei cantieri.