Gestivano il business delle estorsioni in gran parte del territorio comunale. Nella lista dei "clienti" erano presenti imprenditori, commercianti, chiunque svolgesse un'attività nel versante di Castellammare sotto il loro controllo. Ma ora i vertici del clan D'Alessandro tremano dopo le indagini concluse dalla Direzione Distrettuale Antimafia in merito ad alcuni eventi ricostruiti fino al 2009. Fra gli indagati, 29 in totale, ci sono tutti: Vincenzo D'Alessandro e suo fratello Pasquale, la mamma Teresa Martone, il boss Paolo Carolei e anche i collaboratori di giustizia Renato Cavaliere e Salvatore Belviso. Molti dei protagonisti di queste estorsioni sono tutti in carcere o agli arresti domiciliari, eccezion fatta per Enzuccio D'Alessandro che ha scontato la sua condanna nel novembre scorso. E su di lui ci sono gli occhi puntati delle forze dell'ordine.
Le indagini hanno ricostruito il business della famiglia fra le più potenti della provincia di Napoli. Le tasse che imponevano agli imprenditori erano salatissime, arrivavano anche ai 500mila euro annui in base all'attività e ai guadagni del singolo negozio, ristorante o albergo. A gestire direttamente le operazioni sarebbero stati in tre: Vincenzo D'Alessandro, Pasquale D'Alessandro e Paolo Carolei. I primi due, figli del fondatore della cosca Michele e che hanno co
mandato a lungo il clan, sceglievano vittime e tassi d'interesse. Controllavano anche tutti i cantieri che venivano aperti nella città delle acque. Non restava a guardare il Carolei che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti anche nell'ambito dell'inchiesta Olimpo, era il punto di riferimento per comunicare con i grandi imprenditori e compiere il ruolo di mediatore.
La fine delle indagini della DDA arriva a poche settimane di distanza dall'inchiesta che sta facendo tremare i colletti bianchi stabiesi e che ha visto coinvolta la famiglia Greco. Entrambe le operazioni hanno confermato un dato importante: i D'Alessandro sono la cosca più pericolosa della città di Castellammare. La loro influenza arriva fino al quartiere Annunziatella, dove a gestire gli affari sono i Cesarano, attivi fra la città delle acque e Pompei. In più, grazie all'alleanza firmata da Paolo Carolei con i Di Martino, riescono a gestire anche i Monti Lattari (fra Gragnano e Pimonte). Un clan che rischia però di essere colpito ancora una volta dalla giustizia: con Teresa Martone ai domiciliari e Vincenzo D'Alessandro sorvegliato speciale, tutti i maggiori esponenti della cosca sono in carcere. Chi potrebbe gestire gli affari è invece Gigginiello D'Alessandro, fratello del fondatore Michele, ritornato in libertà dopo anni di prigione.