Morta per un’infezione. Sarebbe questo l’esito dell’autopsia disposta dai magistrati della Procura di Torre Annunziata sul corpo di Rosa Dabene, la 67enne di Torre del Greco deceduta sabato 13 ottobre all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. E’ il primo passo del percorso giudiziario avviato a seguito della denuncia presentata dalla figlia della donna dopo le vicissitudini che hanno portato al decesso della mamma.
Nel frattempo, sono stati già iscritti nel registro degli indagati ben 17 sanitari operanti tra Torre del Greco e Castellammare di Stabia che hanno gestito in qualche modo i vari ricoveri ed interventi a cui è stata sottoposta la donna negli ultimi mesi.
L'odissea della 67enne è iniziata alla fine di agosto, con una chiamata al 118 a causa di fortissimi dolori all'inguine. A seguito di una breve visita, la donna era stata trasportata all'ospedale Maresca di Torre del Greco, dove i medici hanno deciso di ricoverarla. Alla fine degli accertamenti si è scelto di andare sotto ai ferri per asportare un ascesso alla gamba destra. Un mese dopo (era il 1 ottobre) il trasferimento presso la clinica 'Bianchi' di Portici per la riabilitazione.
Proprio tra le mura del centro riabilitativo Rosa ha accusato i primi malori, con un
blocco renale dovuto ad un'infezione in corso le cui cause erano però oscure. Le cure praticate dai medici porticesi non hanno sortito effetti e, dopo tre giorni, l'8 ottobre, la 67enne è stata trasferita d'urgenza in ambulanza al 'San Leonardo'. L'attesa di 24 ore appoggiata nel pronto soccorso, in attesa che si liberasse un posto in reparto, poi il 9 ottobre è stata finalmente ricoverata in nefrologia per accertamenti più approfonditi e per la somministrazione della cura farmacologica. Ma le condizioni della donna non sono migliorante, visto che l'infezione aveva già devastato il suo corpo. Il triste epilogo si è raggiunto il 13 ottobre scorso, quando Rosa Dabene si è spenta attorno alle 7 del mattino.
L’ipotesi che era trapelata subito dopo il decesso era che una garza sarebbe stata dimenticata nel corso di un intervento chirurgico. Ma sono stati gli stessi medici del San Leonardo a smentire tale ipotesi. «Non vi è stata alcuna negligenza di questo tipo – hanno sostenuto fonti interne all'ospedale - La garza è stata applicata come da protocollo terapeutico in questo tipo di interventi».
Spetterà ora alla magistratura fare luce sul caso. Intanto anche l’ASL ha aperto un’inchiesta interna per individuare eventuali responsabilità.