Furti di energia elettrica ed acqua in aumento con danni per le società di gestione dei servizi che superano i 150mila euro nella sola area stabiese. E' quanto emerge da un dossier stilato dalle forze dell'ordine nei primi mesi dell'anno. I carabinieri del nucleo operativo stabiese, agli ordini del maggiore Donato Pontassuglia e del luogotenente Andrea Marra, hanno messo a segno diverse operazioni in cui sono state arrestate quaranta persone, mentre 35 sono state le denunce.
Dai dati resi noti dalle forze dell'ordine emerge che tra Castellammare, Gragnano e comuni limitrofi rubare elettricità e acqua sembra diventato un hobby per titolari di locali pubblici come bar, caffetterie, panifici e rosticcerie finiti nel mirino delle forze dell'ordine, ma non solo. La pratica del furto di energia elettrica, infatti, è diffusa anche nelle abitazioni di privati cittadini. Secondo le forze dell'ordine spesso, dietro a questo fenomeno, c'è la mano di a
ffiliati alle cosche del comprensorio. Non è un caso infatti se l'ultimo sequestro, avvenuto a fine luglio, fu effettuato nella zona di Pozzano all'intemo di un chiosco gestito dai nipoti di un esponente del clan D'Alessandro.
Ma l'attività di controllo si è estesa e continuerà ad estendersi in tutti i comuni del comprensorio. Dalla periferia di Castellammare, insomma, ai centri cittadini di Gragnano, Santa Maria la Carità e Sant'Antonio Abate: ovunque i militari hanno già riscontrato la presenza di allacci abusivi. Le pene per i trasgressori variano da circa sei mesi di carcere a diverse migliaia di euro di multa. A fare parte della squadra operativa creata dai carabinieri stabiesi, anche i verificatori dell'Enel. Per l'azienda gestore dei servizi elettrici gli allacciamenti abusivi alla rete elettrica nazionale rappresentano un danno non indifferente soprattutto se il furto viene commesso dai titolari degli esercizi commerciali.