«Sostituiremo la parte usurata del rullo con un pezzo nuovo di ricambio e poi riapriremo i battenti». Non ha dubbi Umberto De Gregorio, presidente dell'Eav, il quale nega categoricamente che la Funivia possa restare nuovamente ferma a lungo e promette che il problema sarà risolto in un baleno. Ma il danno di immagine per la panarella è enorme e intanto tra i cittadini e i turisti cresce la paura in merito alle misure di sicurezza adottate prima di dare l'ok alla riattivazione del servizio. Svariate corse di prova sono state effettuate nell'ultimo mese e il recente collaudo non aveva evidenziato anomalie, poi emerse appena 24 ore dopo la ripresa delle corse. «Dopo tanti giorni di prova ed il nulla osta ricevuto dal Ministero, il problema dell'usura del rullo non era emerso? Non spetta a me rispondere a questa domanda ma agli ingegneri, che tuttavia in Eav sono sempre meno» spiega De Gregorio, puntando il dito contro i tecnici che non avrebbero ravvisato il problema mettendo a rischio l'incolumità dei passeggeri, ma correggendo subito il tiro con il riferimento alla carenza di personale che non agevolerebbe l'operato dell'Ente Autonomo Volturno srl. Il pezzo di ricambio era atteso nel
la giornata di oggi, ma finora non è arrivato e, in ragione anche dei tempi necessari per il montaggio e per le ulteriori prove, vien da pensare che nell'ipotesi più ottimistica la Funivia possa tornare attiva a partire da domani o dopodomani, mentre gli operatori del Faito continuano a chiedersi perché andare di fretta adesso che l'estate è ormai conclusa. «La Funivia ci assicura un aumento dei ricavi pari a circa il 40% - spiega Giacomo Vanacore, titolare del bar Belvedere e presidente dell'associazione “FaiRete” -, ma soltanto se accompagnata da un'opportuna programmazione. Adesso non ha più senso riaprirla per due mesi con un'estate praticamente compromessa e i lavori ancora in corso. Il nostro timore consiste nell'eventualità che il ghiaccio e la neve possano bloccare il cantiere in inverno, impedendo a cittadini e turisti di disporre della Funivia a marzo 2018. Dopo i danni economici subiti in questi mesi, non accetteremmo un'altra batosta e, senza le opportune rassicurazioni circa la riattivazione a pieno regime della Funivia a partire dalla prossima primavera, saremmo persino disposti a chiudere tutte le nostre attività, facendo morire il Faito».