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Castellammare - Fincantieri replica a Cimmino: «Mission produttiva? Riferimento assolutamente strumentale»

L'azienda di Trieste bacchetta il sindaco: «E’ quanto meno singolare sentire parlare di mortificazione del cantiere relativamente al carico di lavoro assegnato e alla “mancanza di volontà” dell’azienda di far ripartire il cantiere».


   Cimmino con l'ad Fincantieri Giuseppe Bono

«I continui riferimenti ad una non chiara mission produttiva del sito risultano assolutamente strumentali». Così replica Fincantieri al sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino il quale, commentando l’anticipato trasferimento della nave Triste a cantiere di Muggiano, aveva chiesto all’azienda di fare chiarezza proprio sulla questione legata alla mission produttiva del cantiere stabiese. Ma non solo. Fincantieri rispedisce al mittente anche la richiesta avanzata dal Cimmino circa l’istituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico, di un tavolo permanente, definendolo «assolutamente ridondante, tenuto conto della assoluta insussistenza di condizioni in qualche modo riconducibili ad una situazione di crisi».

Una porta in faccia per il sindaco di Castellammare, che in passato aveva anche più volte sbandierato la sua stretta vicinanza all’ad Giuseppe Bono.

«Negli anni più duri della crisi la nostra Società – fa sapere Fincantieri - , nonostante la mancata attuazione da parte degli Enti competenti dei necessari interventi strutturali finalizzati a rendere maggiormente competitivo il sito produttivo, ha onorato l’impegno a tenere aperto il cantiere, assicurando, al cantiere di Castellammare, grazie all’importante successo commerciale costruito ed ottenuto attraverso lungimiranza e visione strategica, un adeguato carico di lavoro che garantirà al cantiere la piena saturazione produttiva anche per gli anni a venire. I continui riferimenti ad una non chiara mission produttiva del sito risultano assolutamente strumentali ed in contraddizione con quanto sottoscritto e comunicato negli anni sia alle Organizzazioni Sindacali sia alle Istituzioni. Sin dal Contratto integrativo del 2016, sottoscritto da tutte le OOSS, che nei protocolli stipulati nel corso degli anni con diverse Istituzioni è stata definita per il sito la mission di “sito polifunzionale indirizzato verso la costruzione di prodotti fortemente innovativi, con particolare riferimento al supporto nella costruzione di unità navali militari, nonché ai traghetti”

».

Ed ancora, rispondendo a Cimmino. «E’ inoltre quanto meno singolare sentire parlare di mortificazione del cantiere relativamente al carico di lavoro assegnato e alla “mancanza di volontà” dell’azienda di far ripartire il cantiere: queste affermazioni sono fuori dalla realtà e non rendono merito agli sforzi aziendali di assegnare al sito un volume di ore mai sviluppato, testimoniando una scarsa conoscenza di quanto sta realmente avvenendo. Infine, come noto e come già è stato sottolineato durante il varo dell’unità navale “Trieste”, l’azienda è impegnata con importanti investimenti prodromici all’efficientamento del cantiere per un ammontare di euro 40 milioni, così come condiviso con le organizzazioni sindacali alle quali sono stati presentati i progetti di intervento. Tale indirizzo strategico mira ad adeguare gli asset alle richieste del mercato con l’obiettivo di raggiungere le migliori performance in termini di qualità, per aumentare la sicurezza dei luoghi di lavoro e migliorare l’impatto ambientale nei siti produttivi. L’effetto dell’efficientamento consentirà di ridurre i costi di produzione e consolidare una capacità produttiva con lead time coerenti con i programmi nave.  In termini generali Fincantieri sta sostenendo l’esigenza della messa in sicurezza delle aree portuali ove insiste lo stabilimento produttivo; in questa direzione si registra un importante impegno del Governo che, con delibera del 24 luglio 2019 del Comitato interministeriale per la programmazione economica, ha stanziato 39 milioni per la messa in sicurezza e l’adeguamento dello stabilimento dell’area portuale di Castellammare di Stabia. Tutto ciò premesso, riteniamo del tutto eccessive le preoccupazioni espresse e, non nascondiamo, assolutamente ridondante l’istituzione di un Tavolo Tecnico permanente presso il Ministero dello sviluppo economico, tenuto conto della assoluta insussistenza di condizioni in qualche modo riconducibili ad una situazione di crisi» conclude l’azienda di Trieste.

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venerdì 4 ottobre 2019 - 17:38 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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