Un’interrogazione urgente per “mettere in mora l’Amministrazione” sul rischio idrogeologico e sulla gestione degli alvei, con un focus sul Rivo San Marco e sulla chiusura di corso Garibaldi. A presentarla, l’11 febbraio 2026, è il consigliere comunale di Stabia Unica, Antonio Federico, che chiama in causa il Presidente del Consiglio, il Sindaco e l’Assessore all’Ambiente e ai Lavori Pubblici.
Nel documento, Federico ripercorre le tappe di una vicenda che si trascina da anni. In risposta a una precedente interrogazione (prot. 59291 del 4 ottobre 2024), l’Amministrazione avrebbe confermato “la gravità del dissesto idrogeologico”, attribuendo però la competenza esclusiva alla Regione Campania, indicata come “soggetto obbligato” ai sensi del D.P.R. 8/1972. Una posizione che il consigliere giudica insufficiente di fronte a un rischio definito “imminente”.
Le note senza risposta e la diffida
Federico richiama le relazioni tecniche del novembre 2024, dalle quali emergerebbe che il Settore V del Comune ha inviato nel tempo numerose note alla Regione (protocolli 82035/2022, 73310/2023, 79022/2023, 82905/2023 e 3805/2024), fino a una diffida formale del 10 ottobre 2024 (prot. 60882/2024), rimasta senza riscontro.
Per il consigliere, la sequenza di comunicazioni inevase dimostrerebbe che “il tempo delle lettere senza risposta è scaduto”, soprattutto alla luce di eventi recenti che hanno riportato il tema del dissesto al centro dell’attenzione nazionale.
Rivo San Marco e corso Garibaldi chiuso
Particolarmente allarmante, secondo l’interrogazione, la situazione del Rivo San Marco. Il Settore IV avrebbe documentato un “eccessivo degrado della struttura in calcestruzzo” e una “elevata corrosione dei ferri di armatura”, criticità che hanno portato già nell’aprile 2024 alla chiusura totale della carreggiata di corso Giuseppe Garibaldi (ordinanza dirigenziale n. 135).
A quasi due anni dalla chiusura, Federico chiede se sia stata finalmente ottenuta la concessione demaniale necessaria e se esista un progetto esecutivo immediatamente cantierabile per il consolidamento della copertura, “onde evitare un crollo strutturale”.
Il richiamo ai fatti di Nisc
emi e Gragnano
Nel testo si fa riferimento alla tragedia di Niscemi del 25 gennaio 2026, con un vasto fronte franoso e il crollo di edifici, come monito sui rischi connessi all’inerzia amministrativa. Vengono citati anche i recenti fenomeni di scivolamento fangoso a Gragnano, sul Monte Pendolo, che confermerebbero la fragilità dei Monti Lattari e il pericolo per il centro abitato stabiese attraverso alvei ostruiti o non manutenuti.
Federico sottolinea come tali episodi dimostrino che il rischio non sia teorico ma concreto, paventando possibili profili di responsabilità in caso di mancati interventi.
Le cinque richieste al Sindaco
L’interrogazione si articola in cinque punti principali:
Azioni legali contro la Regione: il Comune intende rivolgersi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche o presentare un ricorso ispettivo per omissione di atti d’ufficio?
Stato del Rivo San Marco: a che punto sono concessione demaniale e progetto esecutivo?
Interventi “in danno”: perché non adottare ordinanze contingibili e urgenti per la pulizia degli alvei, anticipando le somme e rivalendosi poi sulla Regione?
Monitoraggio tecnologico: sono stati installati pluviometri o sensori laser nelle zone classificate R4 dopo le relazioni del 2024? È stata istituita la Commissione permanente di controllo e garanzia proposta dai consiglieri?
Piano di emergenza: il Piano di Protezione Civile è stato testato con esercitazioni nelle aree pedemontane? È prevista una mappatura aggiornata dopo gli eventi di Gragnano?
“Serve una svolta operativa”
Al centro dell’atto politico c’è la richiesta di un cambio di passo: non solo solleciti alla Regione, ma iniziative concrete per garantire l’incolumità pubblica. La proposta di una Commissione permanente sul rischio idraulico, già avanzata in una mozione allegata e rimasta inevasa, viene riproposta come strumento di controllo e trasparenza.
Ora la parola passa al Sindaco e alla Giunta, chiamati a rispondere in Aula e per iscritto su un tema che tocca direttamente la sicurezza della città. Il confronto politico è destinato ad accendersi, mentre resta aperta la questione di fondo: chi deve intervenire e con quali tempi per mettere in sicurezza il territorio stabiese?