La sentenza del Consiglio di Stato che ha posto fine alla lunga battaglia legale sull'ex stazione Castellammare Terme, confermando di fatto il via libera alla realizzazione di un bed and breakfast nella storica struttura ferroviaria, non chiude il dibattito politico sul destino dell'infrastruttura.
Dopo la decisione dei giudici amministrativi, infatti, dal mondo politico locale e regionale arrivano nuove prese di posizione che rilanciano il tema della mobilità cittadina e della possibile riattivazione della stazione, considerata da molti un tassello strategico per il rilancio del trasporto su ferro e del waterfront stabiese.
Langellotti (M5S): "La stazione va valutata prima di tutto per il trasporto pubblico"
Tra i primi interventi c'è quello di Alessandro Langellotti, capogruppo del Movimento 5 Stelle nel Consiglio comunale di Castellammare di Stabia, che invita a distinguere il piano giudiziario da quello politico.
Secondo Langellotti, la pronuncia del Consiglio di Stato rappresenta certamente un passaggio importante, ma lascia aperta una riflessione più ampia sul ruolo che l'ex stazione Castellammare Terme potrebbe continuare a svolgere all'interno del sistema della mobilità cittadina.
Il consigliere pentastellato accoglie con favore le dichiarazioni del vicepresidente della Regione Campania e assessore ai Trasporti, Mario Casillo, che nei giorni scorsi ha sottolineato come il bene ferroviario debba essere valutato prioritariamente in funzione del trasporto pubblico. Una posizione che, secondo il M5S, mantiene aperta la prospettiva di una futura riattivazione della stazione.
Langellotti richiama inoltre il lavoro svolto dall'onorevole Gaetano Amato, che negli anni ha più volte sollecitato la Regione Campania a non archiviare definitivamente l'ipotesi di riapertura della fermata ferroviaria.
La mozione approvata all'unanimità dal Consiglio comunale
Il capogruppo del M5S ricorda anche come oltre un anno fa il Consiglio comunale abbia approvato all'unanimità una mozione, da lui presentata come primo firmatario, finalizzata al potenziamento del trasporto ferroviario cittadino e alla riapertura delle stazioni dismesse, compresa quella di Castellammare Terme.
Per Langellotti, quel voto rappresenta ancora oggi un indirizzo politico chiaro e condiviso, che dovrebbe orientare le scelte future dell'amministrazione e degli enti competenti.
"La soluzione migliore – sostiene – resta quella di lavorare alla riapertura della stazione Castellammare Terme all'interno di una strategia complessiva che punti sul ril
ancio del trasporto su ferro, sulla valorizzazione del waterfront e su uno sviluppo turistico sostenibile".
Scala (Sinistra Italiana): "Castellammare ha perso un altro pezzo della sua anima"
Più duro il commento di Tonino Scala, segretario regionale di Sinistra Italiana, che torna su una battaglia portata avanti negli anni scorsi quando sedeva in Consiglio comunale.
Scala rivendica di essere stato tra i primi a sollevare pubblicamente la questione della stazione delle Antiche Terme, ricordando di aver inviato una lettera al presidente di EAV per chiedere chiarimenti sul futuro della struttura. Una richiesta che, secondo il dirigente politico, sarebbe rimasta senza risposta.
Nel suo intervento, Scala ripercorre le tappe della vicenda, citando la realizzazione di interventi contestati e le successive denunce che hanno accompagnato l'intero iter amministrativo e giudiziario.
"Al di là delle sentenze – afferma – restano fatti oggettivi che dovrebbero far riflettere tutti". Per l'esponente di Sinistra Italiana, la vicenda rappresenta il simbolo di una mancanza di ascolto nei confronti di chi aveva espresso dubbi e perplessità sulle scelte compiute negli anni.
L'appello alla Regione Campania
Scala lancia infine un appello diretto al vicepresidente della Regione Campania, chiedendo un intervento politico deciso per rivedere la destinazione dell'ex stazione.
Secondo il segretario regionale di Sinistra Italiana, sarebbe necessario "un atto di coraggio" capace di invertire una scelta che definisce "folle, assurda e priva di una reale visione per il futuro della città e delle sue Terme".
Per l'esponente politico, la perdita della funzione ferroviaria della struttura rappresenta un danno per Castellammare di Stabia, che rischia di vedere cancellato un altro elemento della propria identità storica.
Mobilità e sviluppo urbano: il confronto resta aperto
Se dal punto di vista giudiziario la sentenza del Consiglio di Stato sembra aver messo la parola fine alla controversia, sul piano politico il confronto resta aperto. Le posizioni espresse da Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana convergono infatti su un punto: l'ex stazione Castellammare Terme continua a essere considerata una risorsa strategica per il futuro della città.
Un tema che intreccia mobilità sostenibile, valorizzazione del patrimonio pubblico e sviluppo turistico e che, nonostante la conclusione dell'iter giudiziario, è destinato a rimanere al centro del dibattito cittadino nei prossimi mesi.