E’ stato condannato a tre anni di reclusione, in via definitiva, l’ex consigliere comunale di Castellammare di Stabia Massimiliano De Iulio. Secondo la Corte di Cassazione, avrebbe commesso un’estorsione in compagnia del clan Ridosso - Loreto di Scafati, decimato dopo il processo che si è sviluppato negli ultimi mesi.
Il verdetto è arrivato dopo una camera di consiglio lunghissima che è terminata solamente dopo le 21. Il Procuratore Generale, a sorpresa, aveva chiesto la sospensione della pena e un rinvio in Appello per ricalcolare le pene a causa di alcuni presunti errori procedurali. Ma i giudici hanno deciso comunque di procedere con la condanna che di fatto lascia di stucco De Iulio e la sua famiglia.
I fatti risalgono al 2010 ma l’indagine è stata ufficializzata solamente nel 2016 quando
l’ex consigliere comunale fu costretto ad auto sospendersi (sedeva fra i banchi dell’opposizione dell’amministrazione Pannullo) a causa dell’inizio dell’inchiesta che lo vedeva coinvolto. Secondo l’accusa, De Iulio avrebbe aiutato i Loreto a riscuotere del denaro da un imprenditore facendo da intermediario. Solamente un anno fa, nell’ambito della stessa inchiesta, sono stati condannati anche Romolo Ridosso, tre anni e sette mesi di reclusione; Gennaro Ridosso, cinque anni e quattro mesi; Luigi Ridosso, cinque anni e due mesi; Alfonso Morello, sei anni. Tutti questi, tranne Morello, hanno ricevuto l’aggravante dell’estorsione con il metodo mafioso. Da questa inchiesta, è stato possibile accertare il collegamento fra la cosca di Scafati con alcuni clan di Castellammare per la gestione delle estorsioni fra Pompei e la città delle acque.