L’estate è ormai entrata nel vivo e i locali del lungomare a Castellammare, bar e ristoranti, sono letteralmente presi d’assalto. Ma non tutto va come avrebbero voluto. SI, perché l’impossibilità di installare dehors ha limitato la loro capacità ricettiva e, quindi, le entrate.
Troppi paletti nel regolamento comunale approvato dalla giunta Pannullo, e troppo rigidi i vincoli imposti dalla Sovrintendenza. L’assenza della politica per 4 mesi ha fatto il resto. I dirigenti comunali si sono attenuti strettamente a quanto gli veniva comunicato dagli enti sovracomunali. Ma qualcosa in questi giorni si è mosso. Il sindaco Gaetano Cimmino ha compulsato il dirigente Giovanni Miranda, a cui ha chiesto di trovare una soluzione ed in fretta.
E così ecco che giovedì scorso è arrivato il dispositivo. L’installazione dei dehors, sia quelli con durata a 120 giorni, sia quelli a 10 mesi che a 5 anni, hanno tutti carattere temporaneo. E’ questa l’interpretazione data dal dirigente comunale Giovanni Miranda, presidente della Commissione Locale Paesaggistica, in riferimento al regolamento per l’installazione dei gazebo sul territorio comunale da parte degli esercizi commerciali che ne dovessero fare richiesta.
Una interpretazione – chiarita nella disposizione di servizio pubblicata venerdì sull’albo pretorio del comune - che, di fatto,
sbloccherebbe le richieste di installazione dei dehors limitatamente a quelle su suolo pubblico che, una volta presentate, devono così essere sottoposte alla sola “verifica dei requisiti di legittimità edilizia dell'immobile oggetto di richiesta di cui il dehors costituisce pertinenza”. Mentre, se l’installazione è su suolo privato, “oltre alla suddetta verifica, dovrà accertarsi la compatibilità urbanistica dell'intervento”.
In parole povere: “le concessioni per l’installazione di dehors e occupazione di suolo pubblico avverrà mediante rilascio da parte del SUAP di Provvedimento Autorizzativo Unico” chiarisce Miranda. Quindi i tempi per fornire l’autorizzazione si ridurranno di molto.
Nel caso, invece, di occupazione di suolo privato, “oltre alla suddetta verifica, dovrà accertarsi la compatibilità urbanistica dell'intervento” in base a quanto previsto dal Piano Regolatore Generale. Quindi la richiesta dovrà essere sottoposta ad un iter autorizzativo più lungo.
In ogni caso, il problema non sembra comunque essere stato risolto. Resta da vedere come i funzionari del SUAP interpreteranno le richieste degli esercenti ed il dispositivo del dirigente. E senza un indirizzo politico specifico che li guidi, il tutto resta ancora in alto mare. Ed i commercianti devono dire addio ai dehors per questa stagione.