«Non è un cimitero ma una giungla». E’ questo il commento che da settimane fanno i cittadini che si recano a fare visita ai loro cari estinti nei due camposanti di Castellammare di Stabia. Un degrado che non risparmia nessuno, ricchi e poveri, come nella famosa livella di Totò. Erba incolta sovrasta le tombe e rende i vialetti impraticabili. Uno spettacolo indecente che fa il paio con diversi altri disservizi che da tempo sono costretti a subire gli stabiesi. Da ultimo il distacco dell’energia elettrica che ha lasciato al buio le tombe stesse. Insomma, oltre al dolore per la perdita ed il ricordo dei loro cari, i cittadini sono costretti a sopportare anche il triste ed indecoroso spettacolo offerto da un luogo già di per sé desolato.
«Ogni volta che varco i cancelli di questo triste luogo – ci racconto un anziano – mi viene un tuffo al cuore. Il Comune dovrebbe offrire ai propri cittadini un servizio decoroso almeno in questo luogo Santo e Sacro, ed invece oltre ad abbandonare i vivi abbandona anc
he i morti. E’ una vergogna».
Una donna, che ci ha anche inviato diverse foto per documentare lo scempio di via Napoli, ci racconta. «Tagliano un po’ di erba solo due volte l’anno, quando proprio non se ne può fare a meno e c’è la ricorrenza dei morti. Per tutto il resto dell’anno non si vede un operaio a lavoro al cimitero. I servizi in questa città sono pari allo zero. Eppure le tasse le paghiamo, anche alte, soprattutto quella dei rifiuti. Per il 2019 dovrò pagare 672 euro di TARI, ma tranne prelevare i rifiuti, per il resto i servizi che dovrebbero essere garantiti con i soldi di questa tassa non vengono svolti. Compresa la pulizia del cimitero e delle altre aree verdi della città».
Insomma, il livello di sopportazione sembra essere giunto al limite. E se a queste proteste si uniscono quelle degli automobilisti e dei pedoni costretti a camminare su strade pari a mulattiere, si può tranquillamente dire che la vivibilità a Castellammare ha toccato il fondo.