Le dichiarazioni del sindaco Luigi Vicinanza, rilasciate a margine di un’iniziativa del Partito Democratico napoletano e affidate a una video-intervista, continuano a far discutere il panorama politico stabiese. A intervenire con toni duri è il consigliere comunale di minoranza ed ex candidato sindaco Mario D’Apuzzo, che chiede un chiarimento pubblico e rivendica il diritto di prendere posizione su quanto sta emergendo.
Secondo D’Apuzzo, le parole del primo cittadino finirebbero per confermare una tesi sostenuta da tempo: le liste elettorali sarebbero state già definite prima ancora che la candidatura a sindaco prendesse forma. Un’ammissione che, a suo giudizio, solleva interrogativi politici di grande rilievo e chiama in causa non solo il sindaco, ma l’intero processo di costruzione della coalizione di centrosinistra.
Pur evitando di indicare Vicinanza come unico responsabile, D’Apuzzo sottolinea come affidarsi a liste “già apparecchiate” senza una conoscenza diretta e approfondita delle persone coinvolte rappresenti una grave leggerezza politica. Una scelta che, secondo il consigliere di minoranza, renderebbe difficile rivendicare obiettivi di legalità, trasparenza e contrasto alla criminalità organizzata.
«Come si può garantire un reale argine alla camorra – è il ragionamento di D’Apuzzo – se non si è esercitato un controllo politico rigoroso sulla selezione della classe dirigente e sulla costruzione delle lis
te?». Una mancanza di vaglio preventivo che, sempre secondo l’esponente del centrodestra, era già evidente nella fase di formazione della coalizione e che oggi rappresenterebbe una delle responsabilità più gravi.
Nel suo intervento, D’Apuzzo esprime anche forte preoccupazione per il quadro complessivo, temendo che quanto sta emergendo sia solo “la punta dell’iceberg”. Da qui la difesa dei suoi ex compagni di squadra, colpiti da uno scioglimento che definisce infondato, ricordando come non sia mai emerso alcun atto della magistratura inquirente a loro carico.
Un punto sul quale l’ex candidato sindaco torna con forza è l’uso politico di quella vicenda, che a suo avviso sarebbe stata strumentalizzata in campagna elettorale per screditare il centrodestra attraverso una propaganda aggressiva e contraddittoria. Propaganda che, aggiunge, contrasterebbe con le scelte compiute dal centrosinistra pur di ottenere la vittoria, salutata con entusiasmo anche da autorevoli personalità dello Stato.
A distanza di pochi mesi, conclude D’Apuzzo, quella narrazione “moralistica” si starebbe sgretolando sotto il peso dei fatti. E mentre si tenta di riscrivere la storia distribuendo responsabilità a posteriori, resterebbe una verità scomoda: il cambio di passo promesso per Castellammare di Stabia non si è mai concretizzato. Una verità che, secondo il consigliere comunale di minoranza, spiegherebbe le ragioni della situazione attuale.