Cronaca

Castellammare - Dal CMI a Pompei, le mire del nuovo clan tra pizzo e droga

Ieri all'alba operazione della DIA e carabinieri di Castellammare. Arrestate 16 persone. Il nuovo sodalizio criminale puntava a sostituire i Cesarano.

di Gennaro Esposito


Smantellato un nuovo clan nella periferia nord di Castellammare di Stabia. L’operazione di ieri delle forze dell’ordine ha portato all’emissione di ben 16 ordinanze di custodia cautelare ai danni dei principali esponenti della cosca del rione CMI. Un’indagine lunga e complessa iniziata due anni fa con l’arresto di Giovanni Lambiase, Antonio e Giuseppe Maragas e che si è conclusa ieri mattina con il fermo di altre 13 persone che hanno seminato il panico nella periferia nord della città. Sono finiti in carcere, oltre ai tre già citati, Virginia Lanzieri (42 anni) e Carmine Varriale (51 anni). Ai domiciliari invece Adelina Donnarumma (57 anni), Giovanni Maragas (55 anni), Ferdinando Imparato (29 anni), Giuseppe Scarico (41 anni), Vittorio Massa (30 anni), Antonio Napodano (69 anni). Divieto di dimora invece per Giuseppina Polito (46 anni), Carlo Cormun (31 anni), Anna Vitozzi  (49 anni), Valeria Lanzieri (36 anni), Catello Solimene (24 anni).

Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, l’obiettivo del gruppo criminale era quello di sostituirsi al clan Cesarano di Ponte Persica decimato dagli arresti negli ultimi anni. Ed è per questo motivo che giorno dopo giorno hanno esteso il giro dei propri affari dal rione Cmi fino alla vicina città di Pompei dove poi Grimaldi e il duo Lambiase è stato arrestato in flagranza di estorsione. Gli affari del nuovo clan si basavano principalmente sul pizzo ai danni di imprenditori locali ma anche sullo spaccio di stupefacenti. Cocaina e marijuana veniva venduta nel cuore delle palazzine di via Venezia mentre un’altra era itinerante con gli affiliati che consegnavano a domicilio le proprie sostanze stupefacenti.

Ma sono soprattutto le estorsioni il vero business della cosca guidata da Lambiase e Maragas. Bar, esercizi commerciali, imprenditori edili ma anche liberi professionisti erano costretti a pagare il pizzo al nuovo clan che cercava in tutti i modi i rifornimenti necessari per finanziare le proprie attività. Quando qualcuno rifiutava il p

agamento, arrivavano le violenze fisiche tanto che un libero professionista stabiese finì addirittura in ospedale per le ferite riportate. Con questo modus operandi diffondevano timore intimando le vittime a rispettare le rate.

I carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia sono stati fin da subito sulle tracce del gruppo criminale riuscendo a ricostruire nei minimi dettagli l’organizzazione e gli affari. Un lavoro capillare che ha portato i militari, coordinati dalla DDA, a smantellare il clan. Ad esultare è anche il Circolo della Legalità e Sos Impresa con il presidente Luigi Cuomo che ha spiegato: «È sicuramente un segnale importante. Nonostante la pandemia e le emergenze la lotta alla camorra non ha conosciuto sosta. E oggi gli stabiesi devono dire nuovamente grazie ai carabinieri e alla magistratura per un’operazione importante che libera un quartiere dalla presenza di pericolosi esponenti dei clan stabiesi. Nei vari episodi ricostruiti sono diversi i casi di estorsione, a conferma di quanto il fenomeno del pizzo sia un’attività ancora principale e redditizia per le associazioni criminali».

«Le operazioni come quella di oggi sono un toccasana per gli stabiesi onesti e perbene oltre che per i tanti imprenditori che si liberano così dalla pressione asfissiante della criminalità. Ma sappiamo che il percorso è ancora lungo e che ancora molti commercianti devono convivere con le minacce della camorra. Ci rivolgiamo a loro: denunciate! La denuncia è l’unica arma per uscire dal tunnel e ritornare a vivere e lavorare senza preoccupazioni. Come Circolo della Legalità e SOS Impresa continueremo a sensibilizzare la popolazione ad intraprendere un percorso nuovo, affidandosi ad un team di professionisti che sono pronti ad assisterli per tutte le fasi delicate della denuncia fino al processo. Per tutti coloro che hanno bisogno di aiuto è sempre attivo il numero verde 800 900 767 o inviare una mail all’indirizzo info@sosimpresa.org».

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martedì 26 ottobre 2021 - 10:20 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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