Cronaca

Castellammare - Crisi Meridbulloni, l'attacco di Roberto Saviano: «Trasferimento al Nord? È una deportazione»

Anche il giornalista ha commentato il caso Meridbulloni: «Il Sud è un animale ferito a morte, e ferite a morte sono tutte le persone che lavoran che vengono sistematicamente abbandonate a loro stesse»

di genesp


Roberto Saviano al fianco dei lavoratori di Meridbulloni. Anche il noto giornalista anticamorra napoletano ha sposato la causa degli operai stabiesi che da una settimana hanno occupato la fabbrica protestando contro la decisione aziendale di trasferire gli 80 lavoratori in provincia di Torino e chiudere l'indotto di corso Alcide De Gasperi. Le tute blu stanno incassando il sostegno di personalità politiche, civili e religiose in attesa che torni il sereno. Tuttavia, Saviano ha utilizzato parole forti nei confronti del gruppo Fontana, proprietario di MeB: «La Meridbulloni di Castellammare, bulloneria del gruppo Fontana con sedi in tutto il mondo, chiude i battenti e informa gli operai che l’unica alternativa alla cassa integrazione è trasferirsi a Torino. 80 famiglie che non hanno alcuna intenzione di trasferirsi, perché questo non sarebbe un trasferimento ma una deportazione. Mi rivolgo al Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli: il Sud è un animale ferito a morte, e ferite a morte sono tutte le persone che lavorano, che si impegnano e che però vengon

o sistematicamente abbandonate a loro stesse».

«Esiste una strategia del governo che vada oltre il blocco dei licenziamenti, che è giusto e fondamentale ma che rischia di creare disastri in seguito, se non accompagnato da una strategia industriale? Oggi, quale sia la strategia industriale del governo e come intenda bloccare la fuga delle multinazionali dal Sud Italia non è dato sapere. Intanto, mentre una parte del Paese si interroga su quanti coperti mettere in tavola nei giorni di festa, ce n’è un’altra che, lontana dai riflettori, non raccontata e non rappresentata, dopo le feste non avrà più un lavoro» conclude Saviano.

Anche quest'oggi continua la protesta all'esterno della fabbrica da parte degli operai che passeranno il Natale a difendere il proprio posto di lavoro. Nell'incontro con i sindacati di ieri l'azienda ha ribato l'intenzione di chiudere la fabbrica e di trasferire tutti i lavoratori dal 1 febbraio, pena licenziamento. Un comportamento che il sindaco Gaetano Cimmino ha definito «irresponsabile».


giovedì 24 dicembre 2020 - 09:31 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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