Cronaca

Castellammare - Coronavirus, cinema e teatri tra i settori più colpiti. Il grido d'allarme delle strutture stabiesi

Programmi cancellati e poche garanzie sul futuro. Giorgia Radice, direttore artistico del Teatro Supercinema, e Simone Filippi, gestore del cinema Stabia Hall, raccontano quanto sia difficile questa situazione.

di Titti Pentangelo


Se c’è una cosa che il coronavirus ci sta togliendo è proprio il nostro bisogno di socialità, la voglia di andare insieme al cinema o al teatro, abbandonando il divano di casa per condividere un’esperienza con altre persone. E, neanche a dirlo, tra i settori più colpiti dall’emergenza rientra sicuramente quello dell’intrattenimento. A Castellammare di Stabia, da sempre realtà molto attiva in questo senso, i gestori sono sempre più preoccupati.
“È evidente - ha detto Giorgia Radice, direttore artistico e organizzativo della Stagione di Prosa in memoria di Lello Radice che si tiene al teatro Supercinema da 11 anni - quanto l’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19 stia mettendo a dura prova i lavoratori dello spettacolo, andando a generare grande incertezza sulle prospettive di chi oggi opera in questo settore, perché intorno ai professionisti e alle direzioni artistiche circola un indotto che coinvolge un numero notevole di persone, dai tecnici al personale di sala a tante altre realtà che oggi vivono con ansia questa particolare fase storica”.

Un momento difficile che va a incidere sulla vita degli addetti al settore, stravolgendo anche programmi e cartelloni eventi.

“Fin dalla chiusura delle strutture cinematografiche delle regioni del Nord - ha chiarito Simone Filippi, titolare del cinema Stabia Hall - molte case di distribuzione hanno posticipato le date prestabilite di uscita dei film, lasciando di fatto per più di 10 giorni le aziende cinematografiche del centro-Sud senza nuove visioni e con pubblico ridotto quasi a zero per via della paura del contagio. Timore che persisterà ancora a lungo, impedendo di fatto a settori economici come il nostro di ripartire e di ottenere di nuovo la propria stabilità”.

Anche nel caso del Teatro Supercinema una stagione interrotta a metà e che non potrà concludersi.

“La sospensione della Stagione di Prosa - ha aggiunto Radice - per me è stata un colpo al cuore, ma sono stata costretta ad interrompere tutto, in primis per la tutela della salute pubblica e il rispetto delle regole: la coscienza e il senso di responsabilità oggi vengono prima di ogni altra cosa. Il 5 marzo, proprio nel giorno in cui è arrivato il primo Dpcm di Conte, sarebbe andato in scena lo spettacolo “Casalinghi Disperati”, a cui avrebbe dovuto far seguito a metà marzo “Tartassati dalle Tasse” con Biagio Izzo a chiusura della stagione. È ormai chiaro a tutti che, a seguito della proroga della quarantena, la stagione di prosa può dirsi terminata qui”. Una decisione inevitabile, anche se come ribadito dalla stessa Giorgia “si tratta di

un arrivederci e non di un addio”.

Non sappiamo quando potremo tornare alla nostra quotidianità né come sarà la nuova vita fatta di guanti e mascherine, sempre a più di un metro di distanza l’uno dall’altro. In questo clima di enorme incertezza, però, l’attenzione è tutta proiettata verso il futuro e i prossimi eventi, seppur con le numerose difficoltà che la nuova situazione comporterà.

E Filippi lo ha sottolineato: “Lo scenario è molto confusionario, sia che si parli di decreti, di aiuti e, soprattutto, di un probabile ritorno alla normalità. Da un lato le entrate restano a zero, mentre dall’altro le utenze, canoni di fitto, scadenze bancarie ed erariali sono presenti. I nostri collaboratori riceveranno la loro cassa integrazione a breve, nel frattempo abbiamo anticipato a spese personali una parte dei loro normali compensi. Per i nostri clienti cerchiamo tramite i social di offrire quello che possiamo, intrattenimento e novità sugli sviluppi cinematografici. Ci dispiace molto avere una grande struttura ferma e spenta, ma, soprattutto, non sapere quando si potrà ricominciare. Credo che nel nostro settore la riapertura avverrà soltanto se interesserà tutto il territorio nazionale. E, andando incontro all’estate, ho paura che si possa parlare di una ripresa soltanto da ottobre in poi”.

Preoccupata anche Giorgia Radice. “La voglia di lavorare è immensa”, ha assicurato. “Cerco ogni giorno di immaginare, di ipotizzare, di programmare come organizzare il futuro, la prossima stagione, le prossime idee da sviluppare per diffondere cultura nella mia città. Il teatro è un luogo in cui la cultura passa attraverso la cooperazione, la coesione e la visione dell’insieme. Stare lontani, distanziati, impauriti, non fa parte del nostro mondo, a partire dagli attori nei camerini, fino ad arrivare ai tecnici, al personale e soprattutto al pubblico. Al momento le produzioni sono ferme, gli allestimenti non si sa quando riprenderanno e abbiamo la necessità di comprendere quali saranno le misure di sicurezza da adottare. Spiace constatare che per il Governo siamo inesistenti. In un teatro come il Supercinema, con 400 posti in sala e senza alcun contributo pubblico, già non era facile programmare un cartellone di spettacoli con artisti di rilevanza internazionale e garantire un biglietto con costi accessibili a tutti”.

Le uniche risposte possibili al momento sono quelle che arrivano dalla comunità, da quanti hanno sempre creduto nel potere della cultura e nell’importanza del lavoro di squadra.

Sperando che si riesca a capire quanto prima quali saranno gli sviluppi della fase 2.


venerdì 17 aprile 2020 - 20:12 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Cronaca