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Castellammare - Consiglio Comunale e Sint: l'accordo saltato, i termali e l'avviso pubblico. Un giorno in Assise

Scontro tra maggioranza ed opposizione su uno dei temi più caldi e sui cui si basa gran parte del futuro economico della città. Sullo sfondo 60 famiglie ancora in attesa di risposte.

di Roberto D'Auria


Consiglio comunale su Sint, l’opposizione tradita lascia l’aula e non vota la variazione di bilancio di 600mila euro per pagare il debito della partecipata comunale con MPS. Piccolo gruppo di lavoratori della fallita Terme di Stabia in aula a protestare per la mancanza di soluzioni fin qui adottate dalle amministrazioni comunali per salvaguardare i livelli occupazionali. Questo, in sintesi,  quanto accaduto oggi nel corso della seduta consiliare convocata per discutere vari temi, su tutti ovviamente quello legato a Sint ed al futuro del termalisti a Castellammare di Stabia. Alla fine, tutti i punti all’ordine del giorno sono stati approvati. In particolare è passata con 15 voti favorevoli, quelli dell’intera maggioranza, la proposta di variazione al bilancio per pagare il debito di Sint nei confronti di MPS.

L’accordo saltato. In apertura dei lavori consiliari, il consigliere comunale di Liberi e Uguali, Tonino Scala, ha chiesto l’inversione del punto 8 all’ordine del giorno, relativo alla discussione della mozione presentata da egli stesso insieme ai colleghi Iovino e Nastelli. Richiesta approvata dall’assise che, subito dopo,  è stata sospesa su richiesta del presidente del consiglio Vincenzo Ungaro affinchè si svolgesse una conferenza dei capigruppo. Una riunione in cui, si è poi spiegato, si era raggiunto un accordo tra maggioranza ed opposizione affinchè, unanimemente, si votasse a favore della variazione di bilancio. Di contro, la maggioranza,  in aula, avrebbe illustrato il suo progetto su Sint e termalismo e, subito dopo, si sarebbero ascoltate le mozioni delle opposizioni. Un accordo che è però valso solo per pochi minuti. Ritornati in aula, infatti, dopo la relazione del commissario liquidatore di Sint, il sindaco ha “dato ordine” al presidente del consiglio di dare spazio alle opposizioni affinchè illustrassero le loro mozioni. Ed è stato a questo punto che i consiglieri di minoranza hanno attaccato duramente sindaco e maggioranza e deciso di non votare più la variazione di bilancio.  «La verità è che questa maggioranza non ha alcuna idea su come sviluppare una seria proposta per il rilancio del termalismo a Castellammare – hanno detto all’unisono le opposizioni – Il nostro ruolo è quello di opposizione, di ascoltare  le proposte di chi governa, e solo dopo fornire contributi, idee o critiche a quanto ci viene illustrato». E su questo filone si sono quindi susseguiti gli interventi di Andrea Di Martino, Tonino Scala, Francesco Iovino e Massimo de Angelis. Pungenti anche quelli dei consiglieri Francesco Nappi e Tina Donnarumma. Tutti ad evidenziare la mancanza di progettualità intorno ad un tema molto importante per la città delle acque.

La relazione del commissario liquidatore. La base delle discussioni in aula è stata la relazione illustrata da Vincenzo Sica, il commissario di Sint nominato dall’ente stabiese il cui primo risultato è stato la formulazione della proposta di concordato in bianco da presentare in tribunale il cui obiettivo è quello di bloccare le azioni risarcitorie dei creditori evitando la messa in liquidazione, quindi il fallimento, della società partecipata. Concordato che, seppur predisposto, non è stato tuttavia ancora consegnato al tribunale: si aspetta, come detto da Sica, che qualche creditore si faccia avanti. Come noto, il 85% dei debiti di Sinti sono a favore delle stesso comune di Castellammare di Stabia. L’altro 15% è rappresentato dai lavoratori e da consulenze. Ma la vera novità venuta fuori durante l’assise di stamani è quella relativa alla predisposizione di un avviso pubblico, una manifestazione di interesse rivolta ad accogliere proposte - anche in partenariato pubblico-privato – volte al rilancio del termalismo ma anche alla gestione degli immobili della stessa Sint. Per l’amministrazione comunale l’idea di base è che alla Antiche Terme si debba sviluppare una proposta legata al termalismo. Al solaro, invece, tutta una serie di servizi legati non solo al termalismo ma anche e soprattutto all’accoglienza turistica. «I presupposti per fare tutto ciò deve indicarceli il mercato – ha detto Sica - abbiamo attività immobiliare che non devono essere frazionate e dobbiamo comprendere quanto il mercato sia disponibile ad investire. Tramite l'avviso esplorativo non assumeremo alcun tipo di impegno con i privati ma recepiremo le istanze, le approfondiremo e le analizzeremo. Le manifestazioni di interesse verran

no poi discusse in consiglio comunale».

Controcorrente. Se alcuni consigliere di minoranza si erano detti inizialmente disposti ad approvare la variazione di bilancio per pagare il debito di Sint (poi facendo marcia indietro dopo il patto saltato con la maggioranza), chi invece si è detto sin da subito contrario, anche rispetto alla stessa predisposizione del concordato in bianco, è stato il Massimo de Angelis. Per l’ex candidato sindaco, infatti, «per pagare la piccola parte di debiti verso i creditori diversi dal Comune – ha spiegato – basterebbe vendere alcuni beni non strumentali e saldare le pendenze. Si avrebbe così una società sana, pronta per essere gestita nel miglior modo possibile. Il tutto prestando la massima attenzione alla tematica relativa ai lavoratori della ex Terme di Stabia».

Lo sfogo delle opposizioni. «Oggi siamo stati snaturati della funzione di componenti del consiglio comunale e siamo stati trattati come comparse. Non ci stiamo ! Abbiamo abbandonato l’aula per non avallare l'atteggiamento supponente della maggioranza» hanno detto i consiglieri del Movimento 5 Stelle.
«È sconvolgente l'approssimazione con cui la giunta e la maggioranza si sono presentati in consiglio oggi sulla vicenda Sint. Arrivare in aula senza uno straccio di proposta, con una relazione tecnica del Liquidatore della società è una modalità che mi allarma sulle possibilità di costruire una proposta che possa preservare e rilanciare il patrimonio termale. Le opposizioni hanno presentato le loro proposte. La giunta chiacchiere. Ora Cimmino si è impegnato a venire in conferenza dei capogruppo e poi in consiglio con un piano definito delle cose da fare. Nel permanere di una assenza di proposta da parte della giunta chiederò a tutti i consiglieri di opposizione di chiedere la convocazione del consiglio comunale e costruire il mandato al liquidatore sulla base dei due documenti presentati oggi dalle minoranze» ha detto Andrea Di Martino di Stabia Hub.
«Il Partito Democratico ha avuto il coraggio di mandare a casa un suo sindaco su questo tema – ha detto Francesco Iovino – Si tratta di un argomento vitale per il futuro della nostra città e, per questo, non possiamo accettare che una maggioranza arrivi in aula senza uno straccio di progetto o di idea. Il sindaco ha detto che hanno aperto le Antiche Terme. Si, ma per metterci i mercatini di Natale non per fare termalismo. Non è questa la strada da percorrere».
«E' gravissimo che il sindaco, dopo aver stretto la mano in conferenza dei capigruppo ed essersi impegnato ad arrivare con una proposta in consiglio comunale, lasci alle opposizioni tutte le facoltà propositive, sovvertendo, così, ruoli e responsabilità – ha detto Tonino Scala - La strada che il Sindaco sembra intenzionato a percorrere, quella di avviare una manifestazione di interesse esplorativa finalizzata all’ individuazione di soggetti privati, è costosa ancorché inutile. Al contrario, la proposta che noi abbiamo avanzato nella nostra mozione non comporta alcun costo per l' Ente, in quanto si fa ricorso a quanto mette a disposizione Regione, Governo e Invitalia. Senza demonizzare la ricerca di un partner privato, ravvediamo, pertanto, la necessità e il vantaggio di chiedere sostegno e collaborazione alle istituzioni pubbliche».

La maggioranza. «Questa amministrazione ha le idee chiare per quanto concerne la SINT – ha detto Ernesto Sica, consigliere comunale di Fratelli d’Italia - I lavoratori questa mattina chiedevano se l'azienda Sint comprendesse anche gli ex termali rimasti ( una sessantina) oppure solo il patrimonio immobiliare. La risposta è secca: purtroppo l'azienda comprende solo il patrimonio immobiliare e non anche i lavoratori. I lavoratori furono licenziati in maniera scientifica dall'amministrazione di sinistra Cuomo 7 giorni prima della messa in liquidazione della società, riducendo la stessa a mero assemblamento immobiliare. La sinistra ha utilizzato negli anni le Terme come mezzo elettorale, ingolfando l'azienda di assunzioni spesso rappresentanti marchette elettorale, dopodichè li ha scaricati nel momento del bisogno. Dato che questa amministrazione non vuole scaricare la colpa solo sui lavoratori, di nostra volontà, e non perchè ci sia un obbligo, intende inglobare nel progetto futuro delle terme anche i termali prevedendone il reintegro».

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venerdì 23 novembre 2018 - 18:43 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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