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Castellammare - Congresso PD, la linea unitaria non c'è. Nello Cuomo alza il tiro: «Politica rimasta in soffitta, rispolveriamola»

Due o più schieramenti in campo in vista del congresso cittadino del PD, che non arriverà unito all'assemblea che si svilupperà tra venerdì 15 e sabato 16 dicembre per eleggere il direttivo e il segretario cittadino.

di Mauro De Riso


Due o più schieramenti in campo in vista del congresso cittadino del PD. La linea unitaria auspicata da alcune correnti politiche non troverà riscontro nel corso dell'assemblea che si svilupperà tra venerdì 15 e sabato 16 dicembre per la ricostruzione del circolo stabiese del Partito Democratico e la nomina del direttivo e del segretario cittadino. I due fronti principali, facenti riferimento a Francesco Iovino e Nicola Corrado, dispongono del blocco più numeroso di iscritti, ma il gioco delle alleanze inevitabilmente finirà per decidere le sorti del circolo locale del PD, ormai alle porte di un congresso atteso da due anni, tra rinvii, tensioni e spaccature che hanno minato gli equilibri all'interno del partito, privo persino della sua sede di Corso Vittorio Emanuele. L'ago della bilancia, dunque, sarà rappresentato dalla posizione che assumeranno le varie correnti, ma per adesso i nomi sembrano passare in secondo piano rispetto alla necessità di dare nuova linfa al PD. «Torniamo a parlare di politica, dopo averla messa

in soffitta - ammette Nello Cuomo, dirigente nazionale del PD in rappresentanza dell'area riformista stabiese -. Siamo alle porte di un congresso che dovrà rivitalizzare il partito a Castellammare di Stabia e abbiamo intenzione di mettere in campo il nostro programma e ascoltare le idee di tutte le anime per verificare con quali energie potremo trovare affinità. Questo è il momento migliore per mettere da parte le tensioni e discutere delle azioni messe in campo, di quelle che ci predisponiamo ad effettuare ed anche degli errori commessi in questi anni». Il circolo locale del PD, in ogni caso, si era già diviso in occasione del congresso provinciale, quando in tanti, compresi i riformisti, seguirono la linea di Nicola Oddati, mentre i fedelissimi di Mario Casillo e Lello Topo hanno sostenuto Massimo Costa. «Il partito è democrazia ed è normale avere idee differenti - spiega Cuomo -. Per ora intravedo una buona disponibilità al dialogo da parte di tutte le componenti. Se poi si passa allo scontro, io mi tiro fuori».

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martedì 12 dicembre 2017 - 02:21 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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