Il Comune di Castellammare di Stabia dovrà essere risarcito dai componenti del clan D'Alessandro condannati nell'ambito dell'inchiesta che ha portato alla luce un sistema di infiltrazioni negli appalti pubblici, estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, traffico di stupefacenti e disponibilità di armi. La notizia, come riportano alcuni giornali oggi in edicola tra cui Metropolis, è relativa all'esito del procedimento e le accuse relative a infiltrazioni negli appalti pubblici, estorsioni, armi e traffico di droga. Inoltre, il procedimento nasce dall'inchiesta antimafia che aveva ricostruito il ruolo del clan D'Alessandro nel controllo degli appalti e delle attività economiche sul territorio stabiese.
La decisione è arrivata al termine del processo celebrato con rito abbreviato davanti al giudice per l'udienza preliminare, che ha riconosciuto il diritto dell'ente comunale a ottenere il risarcimento per i danni subiti a causa delle attività criminali contestate agli imputati.
Le condanne per i vertici del clan
L'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli aveva ricostruito il presunto controllo esercitato dal clan su diversi settori economici del territorio stabiese, comprese alcune commesse pubbliche e attività imprenditoriali. Il procedimento si è concluso con la condanna di tutti i dieci imputati finiti a processo.
Tra le pene più
pesanti figurano quelle inflitte a Pasquale D'Alessandro e Vincenzo D'Alessandro, ritenuti dagli investigatori figure di vertice dell'organizzazione criminale. Condanne sono state emesse anche nei confronti degli altri presunti affiliati e collaboratori della cosca coinvolti nelle diverse attività illecite contestate dall'accusa.
Appalti, pizzo e controllo del territorio
Secondo la ricostruzione investigativa, il clan avrebbe mantenuto il controllo del territorio attraverso un sistema fondato su richieste estorsive a imprese e commercianti, infiltrazioni negli appalti pubblici e gestione di attività criminali collegate al traffico di droga.
Gli inquirenti hanno inoltre contestato la disponibilità di armi e l'esistenza di una struttura organizzata capace di condizionare parte dell'economia locale, sfruttando la forza intimidatrice derivante dall'appartenenza al sodalizio criminale.
Un colpo alla camorra stabiese
La sentenza rappresenta uno degli sviluppi più rilevanti dell'operazione antimafia che, tra il 2025 e il 2026, ha colpito il clan D'Alessandro, storico gruppo criminale operante nell'area di Castellammare di Stabia.
Oltre alle pene detentive, il riconoscimento del risarcimento in favore del Comune assume un valore simbolico e istituzionale, sancendo il danno arrecato all'intera comunità dalle attività contestate all'organizzazione criminale.