«Intendiamo avviare l'attività di contrasto al fenomeno dell'immigrazione clandestina e cancellare l'adesione del Comune allo Sprar. La collettività ha bisogno di percepire il massimo della legalità e della sicurezza nella città di Castellammare». E’ quanto ha sottolineato il sindaco Gaetano Cimmino subito dopo l’approvazione in giunta del Documento Unico di Programmazione contenenti, tra gli altri, provvedimenti proprio in merito al fenomeno dell’immigrazione.
Una decisione fortemente contrastata dai consiglieri comunali di minoranza. «Così facendo – ha detto Andrea Di Martino - il sindaco apre le porte ai Cass, strutture che mafia Capitale ci ha insegnato essere le preferite delle mafie e dei politici che speculano sui migranti».
«Ho provato a far capire più volte in aula che chi non vuole gestire le emergenze deve aderire al programma Sprar, ma è più forte di loro, amano raccontare le favole che si ritorceranno contro la loro becera propaganda». Così, invece, il consigliere comunale di Liberi e Uguali, Tonino Scala, che spiega come «i comuni che aderiscono allo Sprar possono per legge utilizzare la cd "clausola di salvaguardia" e dire no a nuovi arrivi quando l'Amministrazione Comunale valuta che non sarebbero gestiti al meglio. Quindi, i comuni virtuosi che hanno accolto migranti tra Sprar e Cas, secondo le indicazioni del Ministero nel rispetto della norma, possono rifiutarsi di “prendere” nuovi migranti. Al contrario, chi non ha lo Sprar deve adeguarsi alle imposizioni delle scelte prefettizie ovvero gestire emergenze».
«Lo Sprar – spiega Scala - che la propaganda definisce “un business da malavitosi", ha consentito
in molti luoghi del Paese la governance del fenomeno migratorio. Perché permette una gestione efficiente, in un contesto di comunità in cui ai migranti si associa il lavoro degli italiani, l'utilizzo di strutture pubbliche, l'interazione con luoghi privati. Senza lo Sprar, molte persone rischiano di restare in mezzo a una strada, non completando e talvolta non iniziando nemmeno, un percorso di autonomia e inserimento sociale. Questo comporta da un lato altri costi per lo Stato, dall'altro rischi per la comunità e per le stesse persone coinvolte, quali fra tutti quello di andare ad allargare il campo della piccola criminalità dettata da esigenze di pura sopravvivenza».
Per Scala, quindi, quello di Cimmino è «solo becera propaganda che si ritorcerà contro la città. Servirà solo a fare altra propaganda d'odio contro i migranti quando si dovrà gestire emergenza».
A favore della decisione annuncianta dal sindaco, invece, si dichiara il il commissario cittadino di Fratelli d'Italia, Michele Aprea. «Accogliere un gran numero di immigrati, senza neanche aver censito i tanti extracomunitari, regolari e non, già presenti sul territorio stabiese, accelererebbe il processo di ghettizzazione di alcune aree, come già sta avvenendo da qualche tempo nel centro antico - dice Aprea - Castellammare necessita di “normalizzazione” - conclude Michele Aprea - e pertanto compulseremo sempre più attivamente l’Amministrazione ad effettuare controlli a tappeto nel centro antico, dove il fenomeno ha raggiunto livelli di guardia, che portino allo sgombero di tutte le pseudo-abitazioni occupate illegalmente da extracomunitari ed a denunciare tutti i proprietari che affittano locali non idonei ad uso abitativo».