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Castellammare - Centro antico, polemica sul decoro: Federico attacca il sindaco

Critiche sui cantieri e sulle strade dissestate: il consigliere chiede interventi strutturali e continui-


A Castellammare di Stabia si accende il dibattito sulle condizioni del centro storico dopo l’inaugurazione di Largo Salita Piazza Grande. A intervenire con toni critici è il consigliere comunale Antonio Federico, che mette in discussione la narrazione ottimistica fornita dall’amministrazione cittadina.

Secondo Federico, le dichiarazioni del sindaco, che ha parlato di un centro antico “restituito al decoro e sottratto al degrado”, non rispecchierebbero la realtà quotidiana vissuta dai cittadini. «Basta fare appena dieci metri per rendersene conto», afferma il consigliere, puntando il dito contro le condizioni di Salita Ponte Spirito Santo, dove – denuncia – persistono erba alta, strade dissestate e rifiuti accumulati.

La critica si estende anche a via Bonito, indicata come esempio emblematico di disordine urbano. Qui, Federico segnala una diffusione incontrollata del parcheggio selvaggio, con auto lasciate in divieto di sosta e persino sui marci

apiedi. «Una situazione sotto gli occhi di tutti, tranne – osserva – di chi oggi si affretta a parlare di rinascita».

Il consigliere sottolinea come interventi puntuali, pur positivi, non siano sufficienti a risolvere problemi strutturali. «Non basta tagliare un nastro per dire di aver eliminato il degrado», dichiara, evidenziando il rischio di una rappresentazione parziale della città, distante dalla realtà quotidiana.

Per Federico, la riqualificazione del centro storico richiede una strategia più ampia e continuativa: «Non si può intervenire a macchia di leopardo né limitarsi a operazioni di facciata. Servono visione, interventi costanti e rispetto per i cittadini».

La polemica riapre così il confronto sullo stato del centro antico e sulla necessità di interventi più organici, mentre resta aperto il divario tra le celebrazioni ufficiali e le criticità ancora presenti sul territorio.


venerdì 24 aprile 2026 - 18:36 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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