Al posto delle case in housing sociale, saranno previste case popolari. Questa è la linea di indirizzo che i commissari straordinari hanno scelto di adottare, cancellando di fatto l’opportunità di realizzare nuove case da piazzare sul mercato immobiliare. E inoltre su corso Alcide De Gasperi non sarà prevista alcuna nuova costruzione con destinazione d’uso residenziale.
Nello specifico, la destinazione d’uso residenziale è stata sostituita nel Puc con edilizia pubblica, “trattandosi di sostituzione di alloggi affollati o malsani”. E la destinazione alberghiera-ricettiva deve “esplicitamente escludere nel Puc ogni forma ricettivo-residenziale”. Una valutazione che ha innescato nuovamente il dibattito politico, al punto che il sindaco uscente e i rappresentanti dell’opposizione hanno rotto il prolungato silenzio per commentare le scelte dei commissari. Un vero e proprio indirizzo, quello dei commissari, che il 28 aprile scorso hanno avuto un primo incontro con i progettisti per decidere la strada da seguire rispetto al Puc adottato in giunta dall’amministrazione Cimmino, a fronte degli incontri pubblici avvenuti con le forze politiche, con le associazioni e con i cittadini. L’ultimo confronto tra i tecnici e i progettisti si è svolto il 22 giugno scorso. E in qu
ell’occasione è stata poi dettata la linea definitiva da seguire, sia rispetto alle controdeduzioni alle osservazioni pervenute, sia rispetto all’indirizzo da fornire rispetto alle eventuali correzioni al Piano Urbanistico Comunale.
Ma cosa implica la sostituzione dell’housing sociale con le case popolari? Da un lato si evita sicuramente ogni forma di speculazione, dal momento che di nuove case da immettere sul mercato non si vedrà nemmeno l’ombra. Un modo per risolvere il problema alla radice, consentendo però di mettere in piedi case di edilizia popolare pubblica, note come “case popolari” secondo i criteri di assegnazione previsti da Iacp. Vista la condizione in cui versano le case popolari tra il rione Cmi e Moscarella, tuttavia, il rischio di creare veri e propri ghetti è palpabile. Un’arma a doppio taglio, dunque, in una città in cui si registra invero un calo demografico allarmante, ma anche una fuga sempre più consistente di giovani coppie verso i Comuni limitrofi, attratte dall’opportunità di acquistare case a basso costo. E intanto i numeri degli iscritti nelle scuole si riducono sempre di più, costringendo le dirigenti a inseguire accorpamenti per preservare l’autonomia scolastica, tutt’altro che garantita negli anni a venire.