La notte del 17 gennaio, un’operazione congiunta tra Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia e Polizia Municipale ha portato all’arresto di due giovani accusati di furto di scooter, e ha smantellato un deposito usato per conservare mezzi rubati. L’intervento delle forze dell’ordine è stato accolto con soddisfazione dalle istituzioni locali ma ha anche riacceso il dibattito politico sulla gestione della sicurezza in città.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due ventenni sono stati sorpresi mentre spingevano uno scooter appena rubato verso un magazzino usato come deposito. I militari li hanno seguiti fino al luogo, bloccandoli dopo una violenta colluttazione; a uno dei due è stato trovato anche un coltello. All’interno del locale sono stati ritrovati altri tre motorini rubati, poi restituiti ai legittimi proprietari.
Il sindaco Luigi Vicinanza ha commentato l’operazione definendola un “colpo alla banda dei motorini che infesta Castellammare”, sottolineando la proficua collaborazione con le forze dell’ordine e la funzione della videosorveglianza cittadina nel garantire sicurezza. Ha ringraziato pubblicamente Carabinieri e Polizia Municipale per il loro impegno.
La politica reagisce: Alfano chiede risposte e misure strutturali
La notizia degli arresti, pur accolta con favore, è stata rilanciata con una forte presa di posizione politica da Antonio Alfano, consigliere comunale di minoranza. In un comunicato stampa, Alfano ha definito i furti di moto e scooter un fenomeno “criminale ormai strutturale” che mortifica il territorio e favorisce il diffondersi del cosiddetto cavallo di ritorno, pratica illegale spesso connessa alla criminalità organizzata.
Il consigliere ha ricordato di aver depositato il 23 maggio 2025 una formale interrogazione al Sindaco con delega alla Legalità per chiedere iniziative concrete contro questo fenomeno, ma ha lamentato che la richiesta non è mai stata discussa in Question Time, nonostante la gravit&
agrave; della situazione.
Pur plaudendo all’azione delle forze dell’ordine, Alfano ha sottolineato come l’episodio – seppur positivo dal punto di vista repressivo – non possa essere l’unica risposta al problema: “si tratta di una piaga sociale che costringe troppe famiglie stabiesi a soccombere economicamente, generando insicurezza diffusa e arrecando alla città un danno di immagine grave e persistente”.
Oltre la sicurezza: le richieste per lo sviluppo della città
Il consigliere di minoranza ha colto l’occasione per allargare il discorso: non solo sicurezza, ma anche altre emergenze cittadine dovrebbero essere affrontate con maggiore determinazione dall’amministrazione comunale e dal Governo nazionale. Tra le priorità indicate da Alfano figurano:
- la riapertura delle Terme;
- uno sviluppo urbanistico serio e pianificato, con particolare attenzione alle aree portuali;
- il recupero e la destinazione di fondi per la realizzazione del quartiere Savorito;
- maggior attenzione alla manutenzione stradale delle periferie;
- e la risoluzione di altre criticità infrastrutturali e sociali diffuse in città.
Alfano ha sostenuto che “le ultime frizioni interne alla maggioranza interessano poco ai cittadini” e ha ribadito che “prima viene la città”. Ha esortato il sindaco Vicinanza e la maggioranza a governare con scelte coraggiose e una presenza istituzionale concreta, evitando passerelle e iniziative simboliche.
Un tema centrale per la comunità
L’operazione di polizia di questa settimana segna un momento importante nella lotta ai reati predatori a Castellammare di Stabia, ma la risposta politica e civile al fenomeno resta al centro del dibattito. Tra la soddisfazione per gli arresti e le pressioni perché si traducano in politiche di sicurezza strutturali, la città continua a confrontarsi con un problema che tocca direttamente la quotidianità dei cittadini.