Rifiuti e opere pubbliche sono il primo fronte aperto dagli 007 del Viminale a Castellammare di Stabia. È da lì, da settori che spesso in diversi enti pubblici sono esposti agli interessi della criminalità organizzata in base a quanto emerso nelle indagini degli ultimi decenni, che la commissione d’accesso nominata dal Ministero dell'Interno ha iniziato a scavare tra determine, gare e affidamenti. Un lavoro meticoloso, silenzioso ma incisivo, che punta a verificare l’eventuale presenza di infiltrazioni camorristiche nella macchina politico-amministrativa cittadina. L’arrivo degli ispettori era nell’aria dopo le ultime inchieste che hanno coinvolto un consigliere comunale e un familiare di un esponente della maggioranza. Un passaggio che avviene in una città che ha già conosciuto lo scioglimento per camorra del Consiglio comunale, anche in assenza di avvisi di garanzia a carico degli amministratori dell’epoca. Ora sotto la lente c’è la coalizione di centrosinistra che governa Palazzo Farnese.
Nel dettaglio, l’attenzione si concentra sugli appalti di mag
giore peso economico, a partire dal ciclo dei rifiuti e dagli interventi di opere pubbliche, ma anche sugli affidamenti diretti. Procedure consentite dalla normativa, ma che potrebbero sollevare rilievi laddove non sia stato rispettato il principio di rotazione o emergano assegnazioni ripetute alle stesse ditte. Al vaglio anche incarichi conferiti a società di recente costituzione, talvolta con una struttura organizzativa ridotta.
Il controllo non si limita agli atti. La commissione sta verificando eventuali anche frequentazioni e attività degli stessi amministratori, incrociando i dati disponibili alle forze dell’ordine. Un’analisi a tutto campo che punta a ricostruire il contesto in cui sono maturate le scelte amministrative.
In questo quadro si inserisce anche il Piano Urbanistico Comunale. Un passaggio strategico per il futuro assetto della città, che arriva però nel momento di massima attenzione istituzionale. L’esito del lavoro degli 007 sarà decisivo per capire se si tratta di semplici verifiche di rito o dell’anticamera di un nuovo terremoto amministrativo.