Creare un polo ambientale a Quisisana e una scuola di formazione per l’antincendio boschivo. È questo l’obiettivo di Tristano Dello Joio, presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari, che dopo gli incendi che hanno devastato il monte Faito in estate ed i primi interventi riguardanti il rischio idrogeologico, ha fatto il bilancio della situazione. “Gli Enti Parco si devono attrezzare sia con una linea di protezione civile interna sia con l’antincendio. – ha detto Dello Jojo – Noi siamo in attesa che il Comune di Castellammare ci possa fornire alcuni locali all’interno della Reggia di Quisisana. Dal 1 giugno le leggi sono cambiate e sono cambiati anche gli adempimenti per il Parco. Siamo delegati, oltre a fornire sentiti e pareri, anche a molto altro, ed abbiamo perciò l’esigenza tecnica di allargarci. È in procinto di nascere un grande sodalizio tra noi e i carabinieri forestali di Castellammare con un protocollo d’intesa. Siamo prossimi ad una stretta collaborazione per far sì che loro, che erano le persone dedite alla sorveglianza dei boschi, possano tornare a contatto con l’ambiente ed il territorio”. La zona collinar
e di Quisisana, insomma, dov’è ubicato anche Palazzo Reale, potrebbe diventare il centro di un polo ambientale per rivitalizzare il Parco e prevenire i roghi spesso causati dalla mano dell’uomo. “Contiamo sulla nostra presenza a Quisisana – ha continuato il presidente – per fondare un presidio logistico effettivo e dinamico con i carabinieri forestali. Stiamo aspettando anche la Regione Campania per un accreditamento formativo. L’obiettivo è una scuola di formazione da creare in collaborazione con i carabinieri forestali per formare guardie ambientali e personale addetto all’antincendio boschivo. Insomma, stiamo lavorando per la nascita di un polo dell’ambiente a Quisisana che possa far appassionare i cittadini al rispetto per il territorio. Per il 2018 vogliamo creare figure di protezione civile interparco tramite associazioni di protezione civile. Le associazioni che aderiranno a questo progetto faranno capo all’Ente regionale che potrà essere più autonomo in alcune scelte. Dobbiamo far fronte alle situazioni create dalla Riforma e il mio obiettivo è fare del Parco un Ente autonomo sovracomunale e decisionale interno”.