Un’ulteriore finestra temporale si apre per il futuro delle Antiche Terme di Castellammare di Stabia. La Regione Campania ha infatti accordato al Comune una sospensione della concessione relativa allo sfruttamento delle sorgenti ex Vanacore, attualmente inattive e situate all’interno dello stabilimento termale di proprietà comunale.
La decisione consente all’amministrazione stabiese di avere tempo fino al mese di ottobre per elaborare e presentare un nuovo progetto di recupero della struttura, accompagnato da un piano di gestione complessivo del complesso termale. Un passaggio indispensabile per evitare che, come previsto dalla normativa, le concessioni vengano rimesse a gara a causa del mancato utilizzo delle fonti.
Tuttavia, la vicenda di Castellammare presenta caratteristiche particolari. Le sorgenti termali si trovano infatti all’interno di un bene pubblico comunale e questo renderebbe di fatto impossibile a un eventuale concessionario privato l’utilizzo delle acque senza un accordo con l’ente pr
oprietario. Una situazione di stallo che obbliga Regione e Comune a individuare una soluzione condivisa.
Il Comune aveva già ottenuto una prima sospensione nel 2024, ma il percorso di rilancio delle Antiche Terme si è complicato nei mesi successivi. Il progetto di riqualificazione, sostenuto da circa 12 milioni di euro di finanziamenti europei, ha incontrato una battuta d’arresto durante la Conferenza di Servizi, a causa delle osservazioni e delle prescrizioni avanzate dalla Soprintendenza di Napoli.
Con questa nuova proroga, pari a circa otto mesi, l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza è ora chiamata a rimettere mano al progetto, superare i rilievi emersi e presentare una proposta rinnovata che consenta di preservare le concessioni e riaprire la prospettiva di rilancio del termalismo stabiese.
I prossimi mesi saranno decisivi per capire se le Antiche Terme potranno finalmente imboccare la strada della riqualificazione o se il nodo delle concessioni resterà ancora irrisolto.