Le immagini della sorgente che riaffiora dal sottosuolo di Piazza Fontana Grande stanno facendo il giro dei social. Con l'avvio del nuovo intervento di riqualificazione della piazza, infatti, è tornata visibile l'Acqua Ferrata, una delle sorgenti storiche di Castellammare di Stabia, che sgorga proprio nell'area a ridosso della piazza per poi scorrere verso il mare.
La riapparizione della sorgente ha immediatamente acceso il dibattito tra i cittadini. In molti, commentando foto e video pubblicati online, chiedono all'amministrazione comunale di recuperare e valorizzare la fonte, rendendola nuovamente fruibile alla mescita pubblica. Una richiesta che affonda le radici nella storia termale della città, ma che si scontra con un dato tecnico già noto da anni.
Le analisi del 2008: acqua classificata come non potabile
Nel 2008, durante i precedenti lavori di rifacimento di Piazza Fontana Grande, il Comune di Castellammare di Stabia commissionò una serie di analisi chimico-fisiche e batteriologiche sull'Acqua Ferrata.
Dai documenti dell'epoca emerge che i campioni prelevati presso la sorgente furono sottoposti a controlli specifici per verificare la conformità ai parametri previsti per le acque destinate al consumo umano. Parametri che fanno riferimento ad una legge, tuttora in vigore, emanata il 23 giugno 1988, esattamente 38 anni fa.
L'esito fu netto: il rapporto di prova concluse che il campione risultava "non conforme" ai requisiti di potabilità previsti dalla normativa vigente.
Tra i valori riscontrati figuravano una conducibilità elettrica particolarmente elevata, concentrazioni molto alte di ferro, sodio, calcio, magnesio e cloruri, oltre ad alcuni parametri microbiologici che non rispettavano i limiti previsti per l'acqua potabile.
Proprio alla luce di queste risultanze, la sorgente venne successivamente coperta durante i lavori di sistemazione della piazza.
Nulla lascia pensare a un cambiamento della qualità dell'acqua
A distanza di diciotto anni, la sorgente è tornata visibile a causa de
gli scavi in corso. Tuttavia, allo stato attuale, non risultano elementi che facciano ipotizzare un cambiamento sostanziale delle caratteristiche dell'acqua rispetto a quanto accertato nel 2008.
Per questo motivo, le richieste di rendere immediatamente disponibile l'Acqua Ferrata per il consumo pubblico appaiono difficilmente praticabili senza nuove verifiche ufficiali e senza l'accertamento della piena conformità ai parametri sanitari previsti dalla legge.
La presenza di una sorgente naturale, infatti, non equivale automaticamente alla sua potabilità.
Il caso delle Antiche Terme
La vicenda dell'Acqua Ferrata si inserisce in un quadro più ampio che riguarda le sorgenti stabiesi. Anche le analisi effettuate negli ultimi anni sulle acque delle Antiche Terme, condotte dall'Università degli Studi di Napoli Federico II su incarico del Comune, avrebbero evidenziato come le acque termali, così come sgorgano naturalmente, non possano essere considerate potabili.
Si tratta di un aspetto spesso frainteso dall'opinione pubblica. Le acque termali sono apprezzate per le loro specifiche caratteristiche minerali e per gli impieghi terapeutici cui sono storicamente destinate, ma non necessariamente rispettano i requisiti richiesti per l'utilizzo come acqua da bere. Anche per questo motivo le sorgenti delle Antiche Terme restano attualmente interdette alla mescita.
Tra memoria storica e valorizzazione
La riemersione dell'Acqua Ferrata ha comunque riacceso l'attenzione su una parte importante del patrimonio idrotermale di Castellammare di Stabia. Un patrimonio che continua a suscitare interesse e che molti cittadini vorrebbero vedere recuperato e valorizzato.
Qualunque progetto futuro, però, dovrà necessariamente partire da nuove analisi scientifiche e dal rispetto delle norme sanitarie. Fino ad allora, la storica sorgente riemersa sotto Piazza Fontana Grande resta una curiosità affascinante e un simbolo della tradizione termale stabiese, ma non una fonte da cui attingere acqua per il consumo umano.