Cronaca

Castellammare - Acqua della Madonna, assegnato il terzo chalet

Dopo il flop del bando del marzo scorso, un terzo chiosco è stato affidato. Ne restano disponibili altri cinque.

di Simone Rocco


   I vecchi chalet poi abbattuti

All’Acqua della Madonna gli chalet passano a tre. E’ stato infatti assegnato un terzo chiosco degli otto totali, di cui – a questo punto – ne restano ancora 5 disponibili.

La ditta Esposito Concetta, con sede in via Bonito a Castellammare di Stabia, nell’aprile scorso ha presentato all’autorità portuale istanza per la concessione decennale del lotto n.4, ricadente tra quelli dichiarati deserti a conclusione della procedura ad evidenza pubblica del marzo scorso. Le condizione economiche sono ovviamente rimaste le stesse, con l'importo a base d'asta per l'affidamento delle aree determinato sulla base dell'applicazione dei canoni demaniali stabiliti dall'Autorità Portuale e fissato in 23mila e 800 euro per ogni singolo lotto. Ogni chalet, lo ricordiamo, ha un’aera disponibile di 240 mq. La domanda presentata ad aprile è stata quindi integrata con ulteriori documenti nel corso del mese di giugno. Ed oggi è arrivata la conferma dell’affidamento.

Un bando flop quello del 5 marzo scorso, che vide due sole offerte pervenire all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale per la riqualificazione dell’area compresa tra il porto e la città. Seguirono ovviamente le polemiche per la poca competitività dell’offerta ma anche ipotesi di ombre della camorra su un luogo della città che ha sempre fatto discutere. Proprio sugli chalet, infatti, diverse sono state le inchieste della magistratura. Nel 2006 fu indetto un bando a cui tutti i partecipanti, già precedentemente gestori de

i chioschi e legati da vincoli di parentela, presentarono nello stesso giorno la medesima offerta di 3.250 euro (su una base d’asta fissata a 3.234 euro), aggiudicandosi ognuno il “suo” chalet, senza che altri presentassero domanda. La gara fu definita sospetta dalla commissione d'accesso che si insediò nel 2009 a Castellammare di Stabia dopo l’omicidio del consigliere comunale Gino Tommasino, durante l’amministrazione Vozza. Secondo l’accusa, la gara sarebbe stata truccata e, prima della sentenza definitiva di assoluzione per tutti gli imputati, Luigi Bobbio, successore di Vozza, adottò il pugno duro, ritirando le licenze e facendoli abbattere per poi indire una nuova gara con limiti molto ben definiti alla partecipazione di personaggi legati alla malavita o con precedenti penali. Il bando, tuttavia, andò deserto per due volte di fila. E il sospetto ricadde sul timore dei clan che operano nel centro antico abbiano influito sull'esito dei bandi, scoraggiando gli imprenditori che guardano con paura ad un affare potenzialmente milionario.

Gli chalet, in ogni caso, rappresentano una risorsa importante per l’intera città. Anche con soli due chioschi aperti, uno dei quali quest’anno ha iniziato l’attività a stagione ormai in corso, sono arrivati in città migliaia di cittadini dell’hinterland, muovendo una economia importante. Certo c’è il problema dei parcheggi da risolvere, ma si tratta di una risorsa a cui Castellammare, città che punta al turismo per rilanciarsi, non può rinunciare.

6/3 - Soltanto due offerte per gli chalet dell'Acqua della Madonna, il bando si rivela un flop


28/12/2018 - Chalet dell'Acqua della Madonna entro l'estate, pubblicato il bando. Pannullo: «Altro passo avanti»


giovedì 30 agosto 2018 - 13:51 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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