Diversi inseguimenti per le strade del centro, tre furgoni fermati, 60 kg sequestrati e quattro persone denunciate. E' questo il resoconto della maxi attività condotta dalla guardia costiera di Castellammare di Stabia contro i datterari stabiesi nell'ultimo weekend. Una lunga indagine che si è conclusa la notte fra sabato e domenica quando i militari sono riusciti ad individuare tre furgoni che trasportavano il prezioso carico per rifornire le pescherie "convenzionate" le quali avrebbero rivenduto i datteri a prezzi salatissimi. Un sistema ormai noto nella città delle acque e che la guardia costiera, prima con il capitano Guglielmo Cassone e poi con Ivan Savarese, sta tentando di eliminare. A capo dell'organizzazione ci sarebbero alcuni pregiudicati con precedenti di camorra che riescono a diffondere i mitili in giro per Castellammare. Ma soprattutto riescono a rifornire i ristoranti di tutta la Regione.
Il dattero viene infatti venduto a peso d'oro (anche 50 euro al kg) da parte dei pedroni de
l mare. Un guadagno di migliaia di euro l'anno e che la guardia costiera sta provando a bloccare. I sequestri ormai sono costanti così come le denunce all'autorità giudiziaria. A causa di una scarsa tutela giuridica, spesso i datterari riescono a farla franca ritornando subito in attività e continuando ad arrecare danni all'ecosistema marino. Secondo fonti investigative, sarebbero un centinaio gli indagati nella maxi operazione che i militari stabiesi stanno portando avanti. Pescatori, ricettatori, chef e anche vip sarebbero finiti nel mirino della guardia costiera per il commercio illegale del dattero. Soprattutto nei periodi festivi, i mitili sono richiestissimi da parte dei grandi ristoranti che li servono ai clienti a prezzi notevolmente maggiorati. Ma ogni volta che il dattero viene pescato, a subire danni è la costa stabiese e sorrentina. Un dato che purtroppo non è chiaro a chi ogni giorno distrugge i fondali per portare avanti un'attività illegale e dannosa per il territorio.