Cronaca

Castellammare - 15 piazze di spaccio allestite in città e 150 pusher: ecco il business della camorra stabiese

Un fenomeno che si consuma anche alla luce del sole, nonostante il pressing e le indagini delle forze dell’ordine abbiano permesso (e permettono ancora) di assicurare alla giustizia molti pusher


15 piazze allestite in vari punti della città, 150 persone che lavorano nel business della droga, 100 episodi di spaccio al giorno. Sono questi alcuni dei numeri che testimoniano la grande attività dei clan attivi sul territorio di Castellammare che hanno allestito un vero e proprio mercato degli stupefacenti. Un business gestito direttamente dalle cosche camorristiche locali (in capo ci sono i D’Alessandro, che smistano poi l’attività nei singoli rioni ai Vitale, nella zona del centro antico e del rione Capo Rivo, e agli Imparato al rione Savorito), con clienti che arrivano ogni giorno anche dalla penisola sorrentina. Un fenomeno che si consuma anche alla luce del sole, nonostante il pressing e le indagini delle forze dell’ordine abbiano permesso (e permettono ancora) di assicurare alla giustizia molti pusher con cadenza settimanale. Ma il riciclo degli spacciatori è quasi naturale. Alcuni (soprattutto i più giovani) sono disposti ad entrare nel business illegale anche per poche centinaia di euro al mese. Segnali eloquenti di una crisi, anche economica e occupazionale, che lascia con poche speranze i giovani stabiesi che cercano un’occupazione. E così la camorra fa tesoro di queste difficoltà, assumendo giovani spacciatori e piazzandoli nei quartieri a rischio

per lo spaccio di marijuana e cocaina. Il centro dello spaccio resta il rione Savorito. E’ qui che viene trasferito il fulcro dell’attività. A gestire le piazze in questo rione è il clan Imparato, organico (secondo anche l’ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia) ai D’Alessandro. I Vitale gestirebbero invece l’attività tra i vicoli del centro antico e al rione Capo Rivo, dove nel 2016 ci fu anche un agguato (maturato nell’ambito della vendita di droga) che ferì due pregiudicati. Sarebbero invece le nuove leve a gestire lo spaccio di droga al rione Moscarella. Giovani pusher che, in passato, avevano pensato di mettersi in proprio, sfidando anche le regole della camorra stabiese. Ma poi il progetto sarebbe rientrato e anche a Moscarella, così, la droga si venderebbe con il placet dei D’Alessandro. Desta qualche preoccupazione alle forze dell’ordine, tuttavia, il fatto che persone incensurate si mettano in testa di poter mettersi a capo del business e gestire l’affare in una determinata zona. Alzate di testa che, in passato, hanno già provocato delle tensioni tra i gruppi criminali cittadini. Ma si tratta tuttavia di casi sporadici, che non minano gli equilibri malavitosi instauratisi col tempo in città.


martedì 22 maggio 2018 - 17:54 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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