Garanzie per il futuro e un aiuto da parte del Comune. E' questo quello che chiedono 14 lavoratori Acetosella finiti in cassa integrazione dopo il fallimento della società di alcuni mesi fa. Il futuro, infatti, inizia a far paura e da oltre tre mesi queste persone sono in attesa di una svolta per lo stabilimento di via Brin. Durante l'incontro che si è tenuto nelle aule del Comune, i 14 dipendenti hanno chiesto al sindaco di salvaguardare i livelli occupazionali nel caso in cui qualche società avesse intenzione di investire in Acetosella. L'immobile nel quale si svolgeva l'imbottigliamento è di proprietà dell'Ente tanto che si potrebbe far leva su questo fattore per convincere nuovi imprenditori ad assumere coloro che già lavoravano pr
ima. Visto, comunque, che all'orizzonte non ci sono schiarite, i 14 dipendenti, al momento in cassa integrazione, hanno chiesto al sindaco Pannullo di essere impiegati anche nei lavori socialmente utili, percependo un minimo salario. Il primo cittadino proverà nelle prossime settimane a trovare loro una soluzione sperando, in futuro, in una ripresa delle attività. Dal momento della chiusura, l'acqua Acetosella non è più in commercio con 14 famiglie che vivono con il minimo garantito dallo Stato con la cassa integrazione. L'incontro di questa mattina a Palazzo Farnese è servito soprattutto per informare il primo cittadino delle dfficoltà di queste famiglie che attendono solamente un aiuto dalla politica per poter ritornare a lavorare.